A Castelletto le prime ronde anti esche killer: «In strada anche contro gli incivili»

Davide, Massimo e Marco sono tra i primi genovesi ad avere aderito all'iniziativa organizzata dopo l'escalation di ritrovamenti di bocconi avvelenati e spugne fritte

Si sono dati appuntamento in piazza Manin, a poca distanza dai giardinetti in cui qualche mese fa un cane ha mangiato un boccone avvelenato che l'ha ucciso: torcia, sacchetti di nylon e guanti usa e getta, hanno perlustrato vie e creuze alla ricerca di polpette, spugne e qualsiasi altra esca potenzialmente letale disseminata in giro per colpire i cani.

Davide, Marco e Massimo sono i primi genovesi che hanno aderito alle ronde di quartiere organizzate dalla community social "Emergenza bocconi Genova", trasformandosi in guardiani non soltando dei loro quattro zampe, ma di tutti quelli che negli ultimi tempi sono finiti nel mirino di chi li minaccia per ragioni che in tanti ancora non riescono a spiegarsi.

«Non possiamo credere che si tratti soltanto di una forma di protesta contro chi non raccoglie le deiezioni - riflette Davide Santulli, padrone di Ivan, un West Highland Terrier di 7 anni - Pensiamo che sia qualcuno che ce l'ha proprio con i cani, e che si accanisce in maniera patologica. La nostra presenza qui, stasera, vuole essere un segnale e un deterrente: noi ci siamo, teniamo gli occhi aperti, e ci saremo anche nelle prossime settimane per scoraggiare chi lascia le esche e per toglierle dalla strada».

Esche killer, una serata in compagnia dei "guardiani dei cani" | Video

Davide, Marco e Massimo sono partiti poco dopo le 21, soltanto la prima di una delle tante ronde di quartiere che verranno effettuate sino a quando l'emergenza bocconi non rientrerà e i ritrovamenti si faranno meno frequenti. Un'iniziativa cui hanno aderito in molti, passandosi parola su social e chat dedicate dove arrivano anche le segnalazioni utili per individuare le zone più colpite: dopo Foce, Castelletto, Sestri Ponente, Carignano, Nervi, San Martino e Sampierdarena, altre due sono arrivate soltanto nei giorni scorsi da via Emilia, a Molassana, e dall'Acquasola, dove un uomo è stato visto lanciare pezzi di tramezzino che sono stati poi recuperati dalla Municipale, chiamata per un soporalluogo.

I risultati dal laboratorio di analisi di Struppa dovrebbero arrivare a giorni, ma in attesa di sapere con certezza se fossero avvelenati non si perde tempo: «Ormai portare fuori il cane è diventata un'impresa - aggiunge Marco Romani, "papà" di Rocky, un meticcio salvato in Sardegna - Ho conoscenti che li portano a spasso soltanto con la museruola e con l'acqua ossigenata per intervenire subito nel caso in cui ingoino bocconi. L'estate scorsa al Righi il mio cane si è improvvisamente accasciato, tremava, aveva gli occhi lucidi: ho subito pensato che avesse mangiato qualcosa di velenoso, l'ho preso in braccio e ho corso come un pazzo verso la macchina e poi dal veterinario. Ho scoperto che aveva avuto un calo di zuccheri dovuto al caldo, ma mi sono spaventato moltissimo: c'è molta tensione e preoccupazione».

Anche Massimo Vignolini è preoccupato per Duca e Stella, due pastori tedeschi adottati da qualche anno: «Io faccio anche volontariato al rifugio Sherwood, e negli ultimi tempi siamo tutti molto attenti a portare fuori i cani che accudiamo. Ho aderito subito a questa iniziativa per cercare di fare qualcosa di utile, di concreto, visto che è molto difficile cogliere sul fatto questi potenziali assassini: almeno cerchiamo di farci vedere, e di controllare le strade in cui ogni giorno passeggiamo con i nostri cani».

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Quella di mercoledì è stata la prima ronda ufficiale: nei prossimi giorni partiranno le altre, con volontari sempre più numerosi coordinati da Stefano Weiss, il primo a lanciare l'idea. La speranza è che i ritrovamenti diminuiscano, e che la collaborazione tra i tanti padroni di cani (e non solo) aiuti a monitorare con più attenzione le strade non soltanto durante le ronde, ma ogni giorno. E l'occasione è buona anche per sensibilizzare i meno virtuosi: «Passeggiando stasera abbiamo trovato moltissime deiezioni non raccolte - concludono i "guardiani" - È davvero molto, molto importante che chi ha un cane abbia il minimo senso civico necessario a raccoglierle. Questa è una guerra che si combatte su più fronti».

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