Il femminicidio di Molassana: uccisa a coltellate dal marito sul lavoro

Laureta Zyberi, 42 anni, è stata accoltellata a morte da Eduart Zyberi, 53 anni, nell'appartamento di via Furlani in cui lavorava come collaboratrice domestica

Cosa sia successo in quell’appartamento di Villa Durazzo Grimaldi Chiarella, sulla strada che conduce a Sant’Eusebio, ancora non è stato ricostruito sino in fondo. Ciò che sinora appare chiaro, però, è che a uccidere Laureta Zyberi, 42 anni, è stato Eduart Zyberi, 53 anni, suo marito, che con lei viveva in un condominio di via Burlando e che venerdì, a un'ora ancora imprecisata, le ha sferrato coltellate sino a toglierle la vita.

A scoprire il corpo di Laureta è stato l’inquilino dell’appartamento in cui lavorava come collaboratrice domestica. L’uomo, residente nel palazzo di via Furlani da qualche mese, l’ha incrociata al mattino, mentre andava al lavoro, e l’ha salutata convinto di non trovarla più una volta rientrato, nel tardo pomeriggio. Invece alle 17.30, aprendo la porta di casa, si è ritrovato davanti l’orrore: la 42enne immersa in una pozza di sangue, al suo fianco, anche lui sanguinante e semi cosciente, un uomo che è poi stato identificato come il marito.

Gli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dal dirigente Stefano Signoretti, sono arrivati all’appartamento dopo la chiamata dell’inquilino al 112, rompendo definitivamente la quiete della collina di Montesignano e di quella villa che il Ministero ha dichiarato di interesse storico e artistico, in cui sono stati ricavati una serie di appartamenti: «Siamo tutti sconvolti, non saprei davvero cosa dire», è il commento attonito di una vicina, cui fa eco un’altra: «Mi sono affacciata alla finestra e ho visto la polizia, ho capito così che era successo qualcosa». 

Laureta, nel palazzo, la conoscevano poco: arrivava per svolgere le ore di lavoro e poi si chiudeva la porta alle spalle e tornava alla sua vita. Una vita che da vent'anni condivideva con Eduart, e che nascondeva delle ombre. Litigi, gelosie e incomprensioni che sono deflagrate nell’ennesimo femminicidio, il quarto in Italia tra giovedì e venerdì. Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, il 53enne avrebbe raggiunto la moglie nell’appartamento, sarebbe nata una discussione sempre più violenta, poi le coltellate, la furia, il delitto. Colpita a morte Laureta, Zyberi ha rivolto il coltello contro di sé, ferendosi all’addome.

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All’arrivo del padrone di casa per la donna non c’era ormai più nulla da fare. Il compagno invece era ancora vivo, ed è stato portato all’ospedale San Martino, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico e dove, piantonato, è stato messo in stato di fermo per omicidio. In mattinata è stato estubato, e i medici ritengono che non sia più in pericolo di vita. Il proseguimento dell'indagine è affidato al pubblico ministero di turno, Elena Schiavetta, che venerdì sera ha effettuato un sopralluogo sul luogo dell'omicidio e ha già disposto l'autopsia per chiarire come sia morta esattamente Laureta. All'appello manca ancora l'arma del delitto, e i retroscena di un rapporto travagliato vanno ancora illuminati, ma che si tratti di un femminicidio, l'ennesimo, non ci sono ormai più dubbi.

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