Presidio a Tursi e corteo verso la Regione, la protesta degli abitanti della zona arancione

Gli abitanti di via Campi, via Porro, via Capello e via Fillak scendono in strada per chiedere rassicurazioni sul futuro e chiarimenti sui risarcimenti

È iniziata alle 9,30 davanti a palazzo Tursi la manifestazione dei residenti della cosiddetta "zona arancione": prima il presidio, e poi un corteo per le strade del centro città per arrivare sino in centro città passando per piazza Fontane Marose, via Roma (Prefettura) e De Ferrari (di fronte alla sede della Regione).

In testa al corteo, un gruppo di donne e bimbi con striscioni e fischietti. «Via Campi, via Porro e via Fillak R-Esistono», si legge, e ancora «che futuro in via Porro? Veda un po’ lei», e «Bambini più cantieri = insopportabile». 

In ballo c'è il futuro di 300 famiglie che abitano tra via Capello, via Fillak, via Campi e via Porro: escluse da ogni risarcimento, dovranno però convivere con i disagi creati dal cantiere, con la paura dell'inquinamento e con tutte le difficoltà derivanti dal vivere a pochi passi da una delle più importanti opere della storia di Genova. In piazza con loro, anche tanti genovesi solidali.

Rassicurazioni da Bucci: «Presto centraline per il controllo dell'aria e un osservatorio dedicato»

Una delegazione di manifestanti ha incontrato il commissario e sindaco Marco Bucci per chiedere rassicurazioni specifiche soprattutto sulla tutela dell'ambiente e della salute di chi vive nel quartiere, per quanto riguarda inquinamento acustico, amianto e polveri sottili. Anche i cori, intonati da grandi e piccini, lasciano trasparire tutta la preoccupazione del residenti: «Ambiente e salute uguale vita», «La salute è più importante di tutto», «No all'amianto».

«Con il commissario Bucci fisseremo incontri periodici per continuare a collaborare sempre portando avanti i nostri obiettivi - ribadisce Fabrizio Belotti, portavoce del Comitato Abitanti al Confine della Zona Rossa - Ci hanno garantito l'installazione di centraline per il monitoraggio dell'aria, e la formazione di un osservatorio con Arpal e Regione per vigilare sull'intero processo di demolizione e ricostruzione».

Video: le richieste dei cittadini della zona arancione

L'incontro con il prefetto e il presidente della Regione

Verso le 10,45 i manifestanti sono arrivati davanti alla Prefettura, bloccando il traffico in via Roma. Con il prefetto l'argomento principale di discussione è l'esclusione dal decreto Genova per quanto riguarda i risarcimenti. «Signor Prefetto vogliamo essere considerati, venga a parlarci» è lo slogan della folla.

Intorno alle ore 11 una delegazione degli abitanti della zona arancione in corteo è stata ricevuta dal prefetto Fiamma Spena, dopodiché i manifestanti si sono spostati in piazza De Ferrari per incontrare anche il presidente della Regione, Giovanni Toti: «I cittadini ci hanno manifestato le loro esigenze e i loro timori sull’impatto del cantiere di demolizione e ricostruzione di Ponte Morandi sull’area in questione - ha detto il commissario per l'emergenza e governatore ligure - Ho garantito loro che mi farò promotore di un approfondimento con tutte le strutture interessate e competenti, con il commissario di governo e sindaco della città Marco Bucci, per capire in quale modo, all’interno della legislazione vigente e dei provvedimenti presi, si possa trovare una soluzione soddisfacente per dare loro risposte adeguate».

Le ragioni della protesta

Chi vive e lavora nelle vie che sorgono ai margini della zona rossa causata dal crollo del ponte Morandi ha deciso di scendere in piazza per chiedere certezze e soprattutto protestare contro la decisione di essere escluse dal decreto Genova per quanto riguarda i risarcimenti

«Vivremo sulla nostra pelle i disagi del cantiere per la demolizione e la ricostruzione, disagi che si aggiungeranno a quelli già patiti con il crollo», lamentano le famiglie residenti in via Fillak, via Porro, via Capello e via Campi, che nei giorni scorsi hanno preparato una serie di striscioni da utilizzare durante il corteo.

La manifestazione si preannunciava molto partecipata fin dai giorni scorsi, tanto da spingere gli organizzatori a noleggiare alcuni pullman per accompagnare le persone più anziane in centro.

Alla protesta hanno aderito Cgil, Cisl e Uil, le associazioni liguri dei consumatori, i rappresentanti genovesi di Pd e Movimento 5 Stelle, associazioni e comitati di Certosa e del Campasso e il comitato degli sfollati.

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Commenti (2)

  • Se si voleva sicurezza e l'aria piu pulita dovevate accettare la gronda per non far passare migliaia di TIR sulle vostre teste e by passare il ponte. Forse , anzi , cosi non sarebbe crollato. Quando il nuovo viadotto sarà di nuovo operativo li riavrete nuovamente. Intanto nel frattempo continuamo a dire NO a qualsiasi opera che potrebbe farci vivere meglio tutti...

  • Sig. Bucci, gli arancioni non vogliono centraline o sensori ma vogliono "le palanche"

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