L'ex sindaco di Lavagna tenuto in pugno dalla 'ndrangheta: «Altrimenti saltiamo in aria»

Il vicesindaco Luigi Barbieri, seppur indagato, è nelle facoltà di governare. Ma l'opposizione ha già pronta una mozione di sfiducia. Dopo l'arresto, Giuseppe Sanguineti è stato sospeso così come Massimo Talarico

Dopo l'arresto, con sottoposizione agli arresti domiciliari e apposizione di braccialetto elettronico, il sindaco di Lavagna, Giuseppe Sanguineti, e il Consigliere Comunale con delega al Patrimonio e al Demanio, Massimo Talarico, sono stati sospesi dalla prefettura dalle loro cariche.

Nel frattempo si è tenuta la prima riunione di maggioranza in Comune a Lavagna dopo la maxi operazione di polizia di ieri. A presiedere la riunione è stato il vicesindaco Luigi Barbieri, indagato ma nelle facoltà di governare. Il 'Movimento per Lavagna' ha espresso il proprio smarrimento, spiegando come il morale sia molto basso e non siano ancora chiare le prossime decisioni.

Fra le ipotesi c'è anche quella che la prefettura chieda al Viminale di sciogliere il Comune per infiltrazioni mafiose. Molto dipenderà dalla prossima riunione del consiglio comunale. Il Movimento 5 Stelle con Alessandro Lavarello ha già fatto sapere di avere pronta una mozione di sfiducia per sindaco e giunta, rivolgendo un appello alle altre forze politiche 'sane' di votare il testo.

L'arresto del sindaco è uno dei particolari che ha suscitato maggiore scalpore in questa vicenda, ma forse il Primo cittadino ha ricoperto solo un ruolo di secondo piano visto che le decisioni importanti erano in mano ad altri. Sanguineti avrebbe ottenuto circa 500 voti, scambiandoli con altri favori.

In pratica nel 2014, l'allora candidato aveva promesso ai Nucera, a Ettore Mandato, e agli intestatari di concessioni demaniali sul lungomare Labonia (Franco Gentile, Stefano Squadrito, Marco Casazza e Paolo Felleti) di non ostacolare le loro attività, rinnovando accordi e omettendo di effettuare controlli. Ma nel corso del suo mandato, Sanguineti ha iniziato a rendersi conto delle persone con cui aveva a che fare, tanto che, intercettato dalla polizia durante un dialogo con un consigliere comunale, dice che bisogna fare come dicono 'loro', «altrimenti saltiamo in aria come vent'anni fa», riferendosi a un attentato a un'auto, mai chiarito.

Massimo Talarico era stato imposto a Sanguineti dai capi della 'locale', che volevano un loro uomo in una posizione chiave in Comune. Meno grave la posizione del vicesindaco, indagato ma non raggiunto da ordinanza di custodia cautelare. Nell'aprile del 2015 Luigi Barbieri aveva dato il suo parere favorevole alla delibera con cui è stata prorogata la 'Convenzione per l'utilizzo della stazione trasbordo rifiuti in località Madonna della Neve', senza dare peso alcuno alla relazione predisposta dal responsabile tecnico del Comune, che aveva evidenziato la mancanza del sito di alcuni requisiti di legge.

Domani i primi interrogatori.

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