Coronavirus, nuovo modulo per l'auto-certificazione. La Procura chiarisce obblighi e divieti

Il nuovo modello diffuso dal Ministero degli Interni prevede la dichiarazione di non positività e di non essere in quarantena. Il procuratore capo di Genova fa chiarezza sulle denunce

Crescono le denunce per violazione del decreto “io resto a casa” per contenere il coronavirus: soltanto nel weekend a Genova e provincia sono state controllate, stando ai dati diffusi dalla prefettura, 1.727 persone, con conseguenti 144 denunce elevante per violazione dell’articolo 650 (violazione delle disposizioni dell’autorità) e una denuncia per falso, cui si aggiungono 650 negozi controllati e due denunce collegate. 

Alla luce della crescita esponenziale di controlli e denunce, e della confusione che in molti casi le norme del decreto generano, la Procura di Genova ha emesso una circolar che chiarisce le varie applicazioni del dpcm del 9 marzo, con cui il premier Conte ha di fatto trasformato tutta Italia in un’unica grande zona protetta.

La circolare, diretta alle forze dell’ordine, chiarisce che «è consentito all'interno della zona di residenza uscire dalla propria abitazione per soddisfare le elementari esigenze di vita legati alle attività motoria e all’acquisto di beni in vendita presso gli esercizi commerciali dei quali sia stata autorizzata l’apertura». Consentito dunque uscire per fare una corsa o una passeggiata, oltre che per fare la spesa, all’interno della zona di residenza intesa come quartiere e circoscrizione, e cioè municipio.

La limitazione alla zona di residenza, prosegue la circolare, «si desume dal carattere percettivo del verbo “evitare” indicato nell’articolo 1, primo comma, lettera A del decreto del presidente del Consiglio dei ministri dell’8 marzo, il cui contenuto è stato richiamato dall’analogo decreto del giorno successivo che ha esteso l’efficacia a tutto il territorio nazionale».

Gli “spostamenti” da evitare sono quelli quindi quelli fra territori limitrofi e quelli all’interno dei territori superando i confini dei vari Municipi, con l’eccezione delle motivate eccezioni (ragioni di salute, lavoro, necessità), e la prevista possibilità di rientro presso il proprio domicilio, abitazioni o residenza. Il Ministero degli Interni ha fatto chiarezza anche sull'uso della bicicletta: consentito per gli spostamenti necessari, ma non in gruppo e mantenendo la distanza di sicurezza minima di 1 metro fra le persone.

Resta vietato compiere tutte le attività consentite in gruppo per evitare assembramenti di persone che potrebbero facilitare il contagio. Per quanto riguarda invece l’auto-certificazione, la Procura ha specificato che non possono essere denunciate per false attestazioni a pubblico ufficiale (punibile con la reclusione sino a due anni) “per l’impossibilità di qualificare come “attestazione” penalmente valutabile la dichiarazione stessa che, nel caso in esame, non può ritenersi finalizzata a provare la verità dei fatti esposti. 

Coronavirus, nuovo modello di auto-certificazione

Anche il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale, in relazione all’auto-certificazione, può essere contestato solo se riguarda l’identità della persona (se fornisce, cioè, generalità false) «lo stato o altre qualità della persona». E proprio in relazione all’auto-certificazione, il ministro degli Interni ha diffuso un nuovo modello in cui si deve dichiarare la non positività e in cui sono indicati i motivi per cui ci si può muovere, da selezionare.

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Il nuovo modello (in allegato in fondo alla pagina, scaricabile e stampabile) prevede anche che l'operatore di polizia controfirmi l'auto-dichiarazione, attestando che essa viene resa in sua presenza e previa identificazione del dichiarante. 

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