Alluvione 2011, Bucci sblocca i risarcimenti per i familiari delle vittime

Le recenti elezioni e la vittoria del candidato di centrodestra segnano un cambio di passo anche nella gestione di una questione diventata rovente per Tursi: l'assicurazione pagherà quanto dovuto

Nel giorno in cui è entrato ufficialmente a Palazzo Tursi per raccogliere l’eredità di Marco Doria, il nuovo sindaco Marco Bucci ha preso nettamente posizione su una questione caldissima per il capoluogo ligure, e cioè quella del risarcimento per le vittime della tragica alluvione del 2011, per cui sono stati recentemente condannati, oltre al Comune (considerato responsabile civile), anche l’ex sindaco Marta Vincenzi, l’ex assessore alla Protezione Civile, Franesco Scidone, e il dirigente comunale Gianfranco Delponte.

Bucci, candidato del centrodestra vincitore del ballottaggio della scorsa domenica contro Gianni Crivello, ha deciso di sbloccare la pratica stoppata dal Comune, che si era appellato in sede civile a cavilli formali per ritardare il pagamento, in accordo con i broker della Sircus, la società che funge da intermediaria con l’assicurazione australiana che avrebbe dovuto liquidare il risarcimento.

VIDEO | Alluvione 2011, la condanna: 5 anni a Marta Vincenzi

Un mossa che, a onor del vero, aveva incontrato l’opposizione del sindaco Marco Doria, che aveva tentato, anche durante la mediazione del giudice del tribunale civile, di convincere l’assicurazione a pagare la provvisionale: 4,5 i milioni accordati alle famiglie delle vittime, 1,6 quelli liquidati a Flamur Djala, l’imprenditore edile che nell’alluvione del 4 novembre 2011 perse la moglie Shpresa, 28 anni, e le due figlie, Gioia, di 8 anni, e Janissa, di 10 mesi. Insieme con loro, travolte dalla furia del Fereggiano, morirono anche l’infermiera 40enne Angela Chiaramonte, la studentessa 19enne Serena Costa, ed Evelina Pietranera, 50 anni, titolare di un’edicola in via Giacometti.

I legali dell’assicurazione avevano però fatto opposizione, e anche la mediazione non aveva dato i frutti sperati: i familiari avevano deciso di rimettersi al giudice, e i loro avvocati avevano inviato le prime intimazioni formali sottolineando che, se il pagamento non fosse arrivato entro le 12 di mercoledì, si sarebbe proceduto con i pignoramenti. Nel pomeriggio di mercoledì, però, alla famiglia Djala e alle altre famiglie delle vittime sono arrivate le prime lettere con cui Sircus ha annunciato la presa in carico della procedura di liquidazione, chiedendo informazioni per l’accredito della somma.

Due settimane lavorative il termine fissato per Flamur Djala, il primo a partire con la causa assistito dall’avvocato Nicola Scodnik, mentre per gli altri familiari le tempistiche restano legate all’iter burocratico. Di fatto, però, le elezioni hanno sancito un netto cambio di passo rispetto all’amministrazione precedente, sbloccando una pratica che aveva assunto proporzioni morali, oltre che economiche.

«Inutile dire che la famiglia Djala, così come quelle delle altre vittime, è soddisfatta di quanto avvenuto - conferma a Genova Today l’avvocato Scodnik - Certo è che rimane l’amarezza per il modo in cui la questione è stata affrontata, e il rammarico per il fatto che si sia dovuto arrivare a tanto per ottenere ciò che gli spettava e gli è stato riconosciuto da un tribunale».

Resta da capire, adesso, cosa succederà a Marta Vincenzi, Francesco Scidone e Gianfranco Delponte: condannati per omicidio colposo plurimo, disastro e falso Vincenzi rispettivamente a 5 anni, 4 anni e 9 mesi e 4 anni e 5 mesi, negli scorsi mesi sono stati i destinatari di una serie di provvedimenti legati proprio alla sentenza di condanna che hanno portato al pignoramento di un quinto dello stipendio (o, nel caso della Vincenzi, della pensione) e il congelamento dei conti bancari. La decisione del Comune di pagare il risarcimento integralmente potrebbe portare a un decadimento del provvedimento, portato avanti dai familiari di Angela Chiaramonte, una delle vittime dell’alluvione.

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