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"Where are U?", il tutorial dei vigili del fuoco per l'app che può salvare la vita

 

Dopo il caso di Simon Gautier, il giovane francese precipitato in una scarpata in Cilento e morto dopo lunghi e vani giorni di ricerche, anche in Liguria si è alzata l’attenzione su “Where are U?”, l’app del 112 che consente, in caso di emergenza o di necessità, di contattare i soccorsi e inviare automaticamente la propria posizione per velocizzare il loro intervento.

L’app si collega al centro operativo del 112, attivo 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, e trasmette in tempo reale l’esatta posizione sul territorio di chi sta chiamando, consentendo l’intervento dei soccorsi anche per chi non sa esattamente dove si trovi o non sa fornire informazioni. 

Uno strumento che si differenzia, per esempio, dall’invio della posizione via whatsapp (che sfrutta anche in questo caso il gps e che viene spesso utilizzata dai vigili del fuoco nei loro interventi) perché funziona anche in caso di assenza di connessione a internet.

Il servizio è attivo dal febbraio 2017, ma nelle ultime settimane l’applicazione è stata scaricata da oltre un milione di persone: il caso di Gautier, studente 27enne ritrovato senza vita in un crepaccio sulle montagne in zona San Giovanni a Pico, ha inevitabilmente acceso i riflettori sui tempi di risposta dei soccorsi e sulla tempestività degli interventi soprattutto in zone impervie o boscose, dove senza indicazioni specifiche da parte del ferito o del disperso è molto difficile rintracciarlo. E proprio alla luce dei tantissimi download dell’app, i vigili dl fuoco hanno diffuso un video tutorial che mostra come utilizzare “Where Are U?”, sistema che all’estero è diventata ormai da anni una prassi in caso di ricerca dispersi.

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