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VIDEO | Yacht distrutti dalla mareggiata, la Capitaneria in campo per l'ambiente

 

Un’operazione complessa e massiccia, che ha consentito di portare alla luce irregolarità e di preservare l’ambiente. La Capitaneria di Porto di Genova i dipendenti degli Uffici Marittimi di Santa Margherita Ligure e Rapallo hanno partecipato attivamente all’Operazione Caronte,  condotta insieme con i Carabinieri sotto la guida della Procura di Genova.

L’Operazione Caronte era scattata per fare luce su irregolarità registrate nello smaltimento degli yacht distrutti dalla mareggiata dell’ottobre 2018 a Rapallo: le indagini hanno portato all’esecuzione di 9 misure di custodia cautelare per i reati di traffico illecito di rifiuti aggravato, violenza privata aggravata dal metodo mafioso, omicidio colposo, illecita concorrenza con violenza e minaccia e intermediazione illecita di manodopera. Ai domiciliari anche i vertici del porto Carlo Riva di Rapallo, che secondo gli inquirenti erano a conoscenza delle modalità illegali di smaltimento degli yacht distrutti.

La Capitaneria di Porto, nel corso delle indagini, si è concentrata principalmente sui reati connessi all’ambiente, emettendo 435 dichiarazioni di evento straordinario, cui è seguita l’attività relativa alle inchieste sommarie amministrative seguenti, e 280 diffide ambientali predisposte ai sensi
della Legge 979/82 sulla Difesa del Mare e notificate ai proprietari/armatori di quelle unità che, per le loro condizioni, hanno evidenziato un maggiore rischio di produrre inquinamento e il conseguente pericolo di danneggiare l'ambiente marino e costiero.

Un'ulteriore diffida ambientale è stata notificata alla direzione del Porto Carlo Riva, sempre finalizzata a prevenire danni all'ambiente marino e costiero. L'Autorità Marittima ha inoltre emanato 9 differenti ordinanze per disciplinare, senza ritardo, tutte quelle attività tese a garantire da subito la sicurezza della navigazione nonché a prevenire danni ambientali. Sono state autorizzate 69 rimozioni di relitti attraverso il trasferimento via mare; sono state rilasciate 80 autorizzazioni per l'uscita autonoma in sicurezza dal porto ed è stato espresso il nulla osta al trasferimento via terra di 132 relitti, attività da eseguirsi nel pieno rispetto della normativa ambientale. 

Proprio nel corso degli accertamenti sono emersi i primi indizi che hanno portato all’inchiesta. E l’attività della Capitaneria ha consentito di prevenire ulteriori danni all’ambiente non solo in Liguria, ma anche in Toscana e in Campania, dove i relitti venivano illecitamente portati per smaltirli in modo altrettanto illecito.

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