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VIDEO | Restaurato il Cristo degli Abissi

La statua in bronzo, che si trova immersa a 18 metri di profondità nelle acque davanti al promontorio di Portofino, è stata restaurata grazie anche al supporto dei sommozzatori della Guardia di Finanza

Nella giornata di martedì 13 settembre si sono svolte le operazioni subacquee di manutenzione della statua bronzea sommersa del Cristo degli Abissi. Un intervento che, con l'eccezione del 2020, si svolge con cadenza annuale per preservare l'integrità della scultura realizzata da Guida Galletti i con la fusione delle medaglie dei Caduti donate dai parenti.

L'operazione è stata coordinata dal Servizio tecnico di archeologia subacquea della soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia. Anche quest'anno i sommozzatori della Guardia di Finanza hanno avuto un preminente nella direzione delle operazioni sulla statua, con la fornitura dell'idonea strumentazione.

Per le operazioni sott'acqua e in superficie sono stati impiegati i sommozzatori dei Carabinieri, della Polizia di Stato (CNeS), dei Vigili del Fuoco e della Guardia Costiera, con il supporto logistico della Capitaneria di Porto di Santa Margherita Ligure.

Prima di immergersi, tutti i nuclei di sommozzatori coinvolti nelle operazioni, hanno svolto un briefing in cui la Guardia di Finanza ha spiegato come utilizzare sott'acqua l'idropulitrice, che lavora mediante l'utilizzo di acqua in pressione con effetto cavitazionale generato dalla peculiare lancia in dotazione. Il motore in superficie aziona una pompa idonea a generare un flusso d'acqua, prelevata dal mare, ad elevata pressione.

Alessandra Cabella della Soprintendenza ha spiegato le modalità di restauro, con particolare attenzione per la distanza da tenere per pulire le varie parti della statua, a partire dal più recente basamento fino alle parti più delicate, come le mani. Cabella ha dichiarato che il restauro non è solo una necessità estetica ma, soprattutto, di integrità dell'opera: "È un bronzo sofferente perché aggredito e assottigliato per decenni da infiniti e indiscriminati colpi di spazzola metallica e, come se non bastasse, indebolito delle correnti galvaniche".

La statua si trova appoggiata sul fondale a 18 metri di profondità nella baia antistante San Fruttuoso di Camogli ed è un tributo alla memoria di tutte le vite perse in mare ed è stata sommersa nel 1954 ed è una delle aree che registra il maggior numero di immersioni nel Mediterraneo.

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