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VIDEO | 25 Aprile, il partigiano Giordano Bruschi ai giovani: "Leggete la poesia 'Oltre il ponte' di Calvino"

Come spiegare ai ragazzi i valori della Resistenza e quello che veramente fu - quel periodo - per chi allora era giovanissimo e decise di diventare partigiano? Parlare con le nuove generazioni è la missione del partigiano genovese Giotto, all'anagrafe Giordano Bruschi, che da sempre dialoga con gli alunni delle scuole portando la sua testimonianza.

"Il nostro compito principale è cercare di trasmettere - ha detto al Dopolavoro Ferroviario di Genova, in occasione della commemorazione per il 25 Aprile, di fronte ad alcuni studenti del territorio -. Quando la figlia di Italo Calvino compì 20 anni, lui volle farle un regalo, una poesia, 'Oltre il ponte'".

"Oltre il ponte" è un testo scritto da Italo Calvino nel 1958 e musicato da Sergio Liberovici nel '59: il testo della canzone tratta della Resistenza italiana e vede un ex partigiano narrare alla sua giovane figlia le sue avventure in guerra. Nel 2005 il pezzo è stato riproposto dai Modena City Ramblers all'interno dell'album "Appunti partigiani", inseme a Moni Ovadia, utilizzando come base la musica tradizionale irlandese "The Blacksmith".

"In questa poesia - continua Bruschi rivolto ai ragazzi - Calvino da scrittore e storico riesce a raccontare tutta la Resistenza. Andate a cercare questo testo su internet, lui racconta alla figlia quello che aveva passato alla sua età. C'è una frase fondamentale: 'Siam pronti. Chi non vuole chinare la testa, con noi prenda la strada dei monti'. Penso a Calvino quando ricordo che centinaia di migliaia di giovani non hanno chinato la testa combattendo e perdendo la vita per la libertà. Quarantaquattromila morti, pensiamo per ognuno il dolore e il sacrificio delle famiglie".

Ecco il testo:

O ragazza dalle guance di pesca,
O ragazza dalle guance d'aurora,
Io spero che a narrarti riesca
La mia vita all'età che tu hai ora.
Coprifuoco: la truppa tedesca
La città dominava. Siam pronti.
Chi non vuole chinare la testa
Con noi prenda la strada dei monti.

Silenziosi sugli aghi di pino,
Su spinosi ricci di castagna,
Una squadra nel buio mattino
Discendeva l'oscura montagna.
La speranza era nostra compagna
Ad assaltar caposaldi nemici
Conquistandoci l'armi in battaglia
Scalzi e laceri eppure felici.

Avevamo vent'anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l'altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent'anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l'amore.

Non è detto che fossimo santi,
L'eroismo non è sovrumano,
Corri, abbassati, dài, balza avanti,
Ogni passo che fai non è vano.
Vedevamo a portata di mano,
Dietro il tronco, il cespuglio, il canneto,
L'avvenire d'un mondo più umano
E più giusto, più libero e lieto.

Avevamo vent'anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l'altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent'anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l'amore.

Ormai tutti han famiglia, hanno figli,
Che non sanno la storia di ieri.
lo son solo e passeggio tra i tigli
Con te, cara, che allora non c'eri.
E vorrei che quei nostri pensieri,
Quelle nostre speranze d'allora,
Rivivessero in quel che tu speri,
O ragazza color dell'aurora.

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