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Giovedì, 8 Dicembre 2022

VIDEO | Paolo Kessisoglu: "In bici per aiutare i ragazzi post covid"

"Ho letto sul giornale un anno e mezzo fa che i problemi psicologici degli adolescenti erano in aumento e ho deciso di partecipaere ad una gara in bici per raccogliere fondi per l'emergenza". Così l'attore Paolo Kessisoglu alla presentazione del progetto di sostegno psicologico ai giovani post pandemia "C'è da fare e ascolatare" promosso dall'associazione Occupy Albaro.

"Il ciclismo in qualche modo ha qualche cosa a che fare con il tenere duro e far fatica - continua l'attore - c'è qualche cosa che unisce la fatica psicologica e del vivere con la fatica del pedalare e non mollare, di volercela fare. Pedalando abbiamo raccolto molti soldi che hanno finanziato il progetto". 

Sono 50mila i fondi raccolti e messi a dispozione dell'Als3 per fornire supporto domiciliare a nove ragazzi dimessi dal reperto di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Gaslini di Genova. È stato proposto di utilizzare l’intera cifra raccolta per un progetto di sostegno psicologico ed educativo per quegli adolescenti che maggiormente hanno patito le conseguenze del lockdown e del successivo distanziamento sociale. Questa situazione, come noto, ha portato ad un aumento del 30% delle richieste di cura per disagio psichico per giovani ed adolescenti rispetto al periodo pre-pandemico.

Saranno pertanto a breve strutturata la mini-equipe (composta da uno psicologo e un educatore) che avrà il compito di fornire supporto psicologico ed educativo ai ragazzi segnalati dalla Neuropsichiatria Infantile di Asl3 Genova e dal reparto di Neuropsichiatria dell’Istituto Gaslini.

“In questo periodo succede sempre più frequentemente di incontrare ragazzi che già in preadolescenza iniziano a manifestare segni di ritiro sociale, specie legati alla frequenza scolastica, che si riduce progressivamente fino ad interrompersi per una condizione di ansia e paura nel confrontarsi con le richieste e con gli altri - afferma Sara Pignatelli, Direttore di Neuropsichiatria Infantile ASL 3 Genova - Le difficoltà si estendono poi a tutte le aree di vita degli adolescenti: relazioni amicali e contesti di socializzazione, sport e attività extrascolastiche, fino alla propria famiglia nei casi più gravi. A ciò si associa frequentemente il ‘rifugio’ nel mondo virtuale della rete. Le famiglie assistono spesso impotenti a questa escalation di manifestazioni ingravescenti e gli interventi necessari con questi ragazzi richiedono in genere un elevato grado di flessibilità e integrazione tra diverse figure professionali, con il coinvolgimento sia della famiglia che della scuola. Il Progetto “C’è da Fare” si rivolgerà proprio a questi ragazzi, con diverse forme di ritiro sociale. I ragazzi potranno usufruire sia di un supporto psicologico, nel caso esso non sia già in atto, e di interventi educativi domiciliari, con l’intento iniziale di ‘rafforzare’ le loro potenzialità, per porre le basi per un accompagnamento all’esterno negli ambienti di vita dei minori. Ciascun progetto sarà valutato e condiviso con gli operatori della ASL e sarà personalizzato, sulla base del grado di ritiro, della capacità di collaborazione dei ragazzi e delle loro famiglie, nonché dei progressivi cambiamenti che avverranno. Ad oggi, sono stati individuati 9 ragazzi sul territorio, con età compresa tra 13 e 17 anni e mezzo, ma si prevede che potranno usufruire di questi percorsi almeno 10-15 ragazzi, nel corso del prossimo anno”.

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