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Terrorismo, partita auto con 29 fucili dal porto di Genova

Maxi operazione internazionale di antiterrorismo portata avanti dall'Interpol in cinque Stati e chiamata "Nettuno"

Il porto di Genova si conferma ancora una volta snodo cruciale per il terrorismo islamico.

Lo scalo genovese, infatti, nelle ultime settimane è stato al centro di una maxi operazione internazionale di antiterrorismo portata avanti dall'Interpol chiamata "Nettuno" che ha visto il fermo nei porti di Italia, Algeria, Francia, Spagna e Tunisia di sei persone accusate di terrorismo. Sono stati identificati una trentina di soggetti considerati fiancheggiatori del terrorismo o veri e propri "foreign fighters" che avevano combattuto in passato in scenari di guerra in medio oriente o trasportavano armi, droga e valuta, da o verso il Nord Africa.

Foto | Operazione Nettuno, i controlli nel porto di Genova

Da Genova, in particolare, è partito un furgone, fermato dalla dogana in Tunisia, dove erano nascosti 29 fucili da caccia su un traghetto diretto a Zarzis, sulla costa sud-orientale della Tunisia; secondo quanto appreso erano destinati alla guerriglia africana. L'operazione ha visto come focal point per l'Italia il porto genovese coordinata dalla polizia di frontiera diretta dal primo dirigente Lorenzo Manso, con la collaborazione delle Dogane e della Guardia di finanza. "Si è trattata - ha sottolineato Maso - di una operazione che ha individuato soggetti vicini al radicalismo islamico che transitavano dai porti europei tra cui quello di Genova". Nel corso dell'operazione sono stati controllati circa 650 mila passeggeri e 43 mila veicoli. Sono stati anche sequestrati tabacchi, beni elettronici rubati e oltre due mila vestiti contraffatti, mentre la dogana francese ha sequestrato 93 chili di tabacco.

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