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VIDEO | Omicidio Mahmoud, Tito e Bob si chiudono nel silenzio

Non hanno parlato davanti al giudice i presunti assassini del giovane Mahmoud, ucciso e fatto a pezzi.

Per Abdelwahab Ahmed Gamal Kamel 26 anni, detto Tito, e Mohamed Ali Abdelghani Alì, 27enne, chiamato Bob, la procura ha chiesto le misure cautelari in carcere, motivandole con la pericolosità sociale - considerato come hanno mutilato il corpo -, con il rischio di inquinamento delle prove e di fuga nel loro Paese, l’Egitto. Entrambi sono accusati di omicidio aggravato e soppressione di cadavere.

Morte di Mahmoud, coltello e mannaie comprate in un negozio di cinesi le possibili armi del delitto

"Sono provati dalla situazione - hanno confermato Salvatore Calandra e Micaela Calzetta, rispettivamente i legali di Bob e Tito - dicono di non essere coinvolti". Anche se per carabinieri e procura sono entrambi presunti colpevoli. 

I due sono a Marassi da domenica sera, quando hanno reso dichiarazioni contrastanti ma con evidenze - secondo gli inquienti - del loro coinvolgimento diretto nel delitto. Il 18enne conteso tra due barberie per la sua bravura è stato prima ucciso nella casa-dormitorio di via Vado a Sestri Ponente e poi trasportato in una valigia in taxi fino a Chiavari dove, alla foce del fiume Entella, il suo corpo è stato mutilato e decapitato per poi essere gettato in mare.

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