Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

VIDEO | Nuovo ponte, Egle Possetti: «Per noi non è una festa, continueremo a lottare per le vittime»

 

C’è stato qualcuno che il 28 aprile 2020, giorno in cui si sono conclusi i lavori di costruzione dell’intero tracciato del nuovo ponte sul Polcevera, non ha sorriso, non ha festeggiato e non ha celebrato il traguardo. Che non ha voluto essere in cantiere, insieme con il premier Giuseppe Conte e le autorità cittadine e regionali, per guardare l’ultima campata arrivare in posizione e scoppiare in un applauso: sono i parenti delle 43 vittime del ponte Morandi, persone che hanno perso i loro cari nel tragico crollo del 14 agosto 2018.

Sin dall’inizio restii a partecipare a celebrazioni legate al nuovo ponte, i parenti delle vittime, riuniti in un comitato, avevano chiarito da tempo che non avrebbero partecipato alla cerimonia, pur sobria, organizzata per il 28. E proprio il 28, alla sera, Egle Possetti, portavoce del comitato e sorella di Claudia, morta nel crollo con il marito Andrea e i due figli, ha preso nuovamente la parola per chiarire la sua posizione e quella degli altri familiari.

«Oggi per noi parenti dei 43 vittime del ponte Morandi non è una festa, il nuovo ponte sta prendendo forma e ci dilaniamo l’anima pensando che poteva nascere senza che ci fossero 43 vittime», ha detto Possetti in un video, sottolineando che «per torppo tempo le nostre infrastrutture sono state bistrattate e non mantenute, e noi non facciamo festa e non credo che molti italiani dovrebbero farla».

«Speriamo sia un nuovo inizio - ha proseguito Possetti, con il tono pacato che ha sempre utilizzato per parlare pubblicamente - speriamo che il ponte sia stato fatto bene, e che si acquisisca consapevolezza forte di quello che deve essere fatto per mantenere il nostro patrimonio infrastrutturale in buone condizioni. Non possiamo accettare che ci siano altri morti - ha concluso - continueremo a lottare per la loro memoria in modo forte e discreto, ma non molleremo mai, perché non possiamo permettere che le loro morti siano avvenute invano».

Potrebbe Interessarti

Torna su
GenovaToday è in caricamento