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VIDEO | Risarcimento negato ai parenti del pompiere eroe, folla davanti al tribunale: «Vergogna»

Presidio partecipato davanti a Palazzo di Giustizia per manifestare vicinanza alla famiglia di Giorgio Lorefice, morto nel 2005 nell'esplosione di una cisterna di gpl

 

Decine di persone, comuni cittadini, organizzazioni sindacali, comitati e ovviamente vigili del fuoco si sono dati appuntamento lunedì mattina davanti al tribunale per protestare contro il ricorso presentato dalla compagnia di assicurazione contro il risarcimento per la morte di Giorgio Lorefice, capo squadra vigili del fuoco che nel 2005 è morto nell’esplosione di una cisterna di gpl a Serra Riccò.

«Una vicenda assurda, che si è impantanata in viscere legali, dove l’azienda che forniva il gpl e le assicurazioni hanno impugnato al sentenza del processo civile sostenendo che la responsabilità dell’esplosione e della morte di Lorefice sono da addebitare al comportamento negligente e imprudente dei vigili del fuoco - ha spiegato Stefano Giordano, portavoce in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle e pompiere - In seguito hanno ritirato questo punto tra i dieci che hanno relazionato nell’impugnare la sentenza, non per vergogna ma per una mera e consolidata situazione di comodo che hanno le assicurazioni: hanno paura che questo tipo di risalto mediatico possa condizionare il processo».

Alla manifestazione hanno partecipato anche i tassisti genovesi, prima con un piccolo corteo a colpi di clacson e poi con uno striscione, numerosi rappresentanti dei corpi di soccorso e Iren: «Dire che i vigili del fuoco sono responsabili della morte di Lorefice è una cosa vergognosa, Lorefice ha donato la propria vita alla cittadinanza e a tutti i soccorritori, Se non ci fosse stato un capo squadra con la sua professionalità e dedizione molti soccorritori sarebbero rimasti coinvolti nell’esplosione».

«Mi sarei aspettato molte più persone, una coda di almeno 2 chilometri - ha detto un pensionato che ha voluto partecipare alla manifestazione - Per un vigile del fuoco, e una vicenda come questa, mi sembra il minimo. Invece pare che abbiamo tutti perso la sensibilità verso le cose importanti».

Al termine del presidio una delegazione dei vigili del fuoco è stata ricevuta dal procuratore capo Francesco Cozzi, cui è stata consegnata una lettera aperta con le richieste del corpo. 

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