VIDEO | Corteo a ponente, le voci della protesta: "Troppe servitù, a rischio ambiente e salute"

Sono più di duemila i cittadini scesi in corteo oggi, sabato 30 settembre, per dire "no" alle servitù a ponente. Slogan, fischietti e tanti striscioni per la manifestazione organizzata dai comitati del territorio, tra cui "Non rompeteci i polmoni", "Toti la Liguria non è la discarica dei tuoi affari", "Basta inquinamento".

Manifestazione a ponente, il racconto della giornata

Volti 'storici' della protesta sono quelli di Serena Ostrogovich e Roberto Di Somma, rispettivamente del Comitato Pegli Bene Comune e Comitato Palmaro, uniti nel coordinamento dei comitati del ponente: "Le cose non sono cambiate dalla prima manifestazione di marzo - spiegano - perché il sesto modulo rimane comunque sito autorizzato per la costruzione dei cassoni per la nuova diga foranea. La minoranza sia in Municipio sia in Comune ha portato la richiesta di sottoscrivere un documento che chiedeva di togliere questa autorizzazione, ma la maggioranza ha votato contro".

La manifestazione a ponente di oggi, sabato 30 settembre

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I cittadini - nonostante le rassicurazioni di Autorità di Sistema Portuale - sono preoccupati che, siccome la costruzione della diga è in ritardo, alla fine si possa decidere ugualmente di coinvolgere il ponente genovese. Tanto più che il nuovo commissario per la diga è il sindaco Marco Bucci, che recentemente si era detto favorevole alla fabbricazione di tutti i cassoni al sesto modulo. "La Via (Valutazione impatto ambientale) al cantiere di Vado Ligure - ricordano Ostrogovich e Di Somma - riguarda solo una cinquantina di cassoni su 98. Gli altri? Secondo noi, essendo Pra' sito autorizzato ed essendoci un cantiere logistico, alla fine verranno fabbricati nel ponente genovese con il pretesto del ritardo. Noi non siamo i comitati del 'no', ma del 'sì' alla tutela di ambiente e salute".

In piazza anche l'epidemiologo Valerio Gennaro dell'associazione Medici per l'Ambiente: "Secondo la nostra ultima indagine il ponente ha grandi sofferenze in termini di salute, risulta avere eccessi di mortalità significativamente superiori al valore atteso. Queste sono cose che devono essere prioritarie per le amministrazioni".

Il percorso ha portato i manifestanti, in mattinata, a percorrere la strada tra Pra' e Pegli fino all'area del depuratore. Qui è stata avviata una petizione da inoltrare al Ministero dell'Ambiente: "Noi cittadini di Genova e in particolare del ponente - recita il testo della raccolta firme - rivolgiamo un appello allo Stato affinché non rimanga sordo alle nostre preoccupazioni. Le modalità di esecuzione di opere che vengono presentate come fondamentali sta mettendo a rischio il nostro territorio e la salute. Le istituzioni sembrano ignorare il nostro appello e concentrarsi sugli interessi economici di pochi. Chiediamo con forza ogni intervento urgente e deciso da parte delle cariche più alte dello Stato per fermare la Regione, il sindaco e le aziende che stanno speculando sulla nostra città e la nostra salute. È inaccettabile che coloro che dovrebbero proteggere il nostro territorio e la nostra salute stiano predisponendo azioni che minacciano tali diritti". 

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