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VIDEO | Crêuze di Chiavari e Giro delle Cinque Torri, la mappa è online

Sul sito chiavariturismo.it è disponibile la mappa completa dei sentieri Crêuze di Chiavari. Giro delle Cinque Torri. Il nome Cinque Torri deriva dalle quattro torri campanarie e dalla torre medioevale che si incontrano lungo il cammino di crinale tra Chiavari e Leivi. Tramite l'alternativa variante, con partenza da Rupinaro, è possibile incontrare ulteriori torri che caratterizzano la collina chiavarese.

Uscendo dal centro, si individuano le radici rurali di Chiavari nel paesaggio che testimonia la tenacia e la laboriosità dei liguri: lungo percorsi che serpeggiano tra fasce terrazzate e boschi, si riscoprono i segreti della collina e della vita contadina, fatta di opere di gestione dell'acqua e di contenimento della terra, di mulini e frantoi per la macina di olive e grano, nonché di irte crêuze. Ai vertici di questa rete di antiche strade fanno capolino chiese e cappelle di collina, che dominano gli eccezionali panorami e conservano opere d’arte tra le più importanti del circondario.

Il verde delle colline e il blu del mare sono i colori dominanti di questa terra ricca di contrasti, che ha affascinato i poeti ed è stata culla di grandi artisti e artigiani. Dalla prima collina, la vista spazia dalle vette più alte dell’Appennino ligure di levante, costellate di paesini che ne punteggiano le pendici, fino al mare e oltre: le Alpi Marittime innevate, la costa ligure di ponente, le isole toscane e, nelle giornate più terse, anche la Corsica col suo profilo frammentato.

Sotto l’aspetto naturalistico, la vegetazione attuale è il risultato di secoli di tenace lavoro contadino su un territorio aspro, difficile da “addomesticare”. Da un’originale copertura boschiva prevalentemente composta di rovere e lecci, nel medioevo si diffusero i più produttivi castagneti che hanno garantito la sopravvivenza ad intere generazioni.

Nel corso del tempo gli insediamenti religiosi prima, la Repubblica di Genova e le signorie locali poi, contribuirono alla diffusione delle ingenti opere in pietra per introdurre la coltivazione dell’ulivo, della vite, dei cereali e degli ortaggi. A fine ’700 e durante l’occupazione napoleonica, il territorio alle spalle di Chiavari appariva come un grande “giardino” terrazzato, curato e produttivo.

A seguito del progressivo abbandono delle aree coltivate, la natura ha iniziato a riprendersi i propri spazi e sta trasformando nuovamente il paesaggio: il bosco misto si sostituisce agli uliveti, le fasce vengono colonizzate dalla macchia mediterranea e gli animali selvatici tornano a popolare la campagna, ricca di biodiversità. Il susseguirsi delle stagioni e il rinnovarsi del paesaggio sono una meraviglia accessibile in tutto l’arco dell’anno, un’esclusiva ligure che trova in Chiavari uno dei migliori esempi.

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