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VIDEO | Notte di caos in centro storico, cori da stadio e colpi sulle serrande: «Non ne possiamo più»

Residenti esasperati per la situazione nelle zone più “imboscate” della movida: in via Canneto il Lungo schiamazzi, urla e atti vandalici sino a tarda notte

 

«Va bene divertirsi, ma così è invivibile»: Pina è solo una dei tanti residenti del centro storico costretta a convivere con i lati più oscuri della movida. Anche lei, come tanti altri abitanti della zona, venerdì notte si è vista obbligata a tenere chiuse le finestre, nonostante il caldo, per tentare di vedere un film e poi di prendere sonno, perché sino alla mezzanotte passata in via Canneto il Lungo è andato in scena il Far West.

Urla, cori da stadio, colpi violenti sulle serrande dei locali chiusi che, sabato mattina, in alcuni casi non si potevano neppure essere aperte, con un danno economico per i commercianti in aggiunta alla notte insonne dei residenti. 

Soltanto una delle ultime notti insonni, perché con la fine del lockdown le problematiche del centro storico sono tornate a farsi sentire (letteralmente) con ancora più potenza. Molti sfoghi dei residenti arrivano anche sui social, come quello di Emanuela nel gruppo Genova contro il degrado: «Sono letteralmente nauseata, sfinita, in…a e direi incredula per ciò che sta accadendo durante le serate della cosiddetta"movida”. Non è più vociare, divertimento, musica e bersi due bicchieri,vma una vera e propria schifezza, una guerriglia urbana, un delirio dilagante, follia allo stato puro».

Le proteste arrivano soprattutto dalle zone più “interne” del centro storico: superato il confine rappresentato da piazza delle Erbe e da Sarzano, dove la movida resta virtuosa e vivibile sopratutto grazie anche allo sforzo dei titolari di bar e ristoranti che hanno investito anche nei dehor all’aperto per il rispetto delle norme anti-contagio, avventurandosi verso Sottoripa e i vicoli interni a San Lorenzo la situazione deflagra, in particolare a tarda notte.

Una criticità di cui Comune e forze dell’ordine sono consapevoli, vista anche la decisione di aumentare i controlli suddividendo la zona della movida in tre zone assegnate, a rotazione, a carabinieri, polizia e Locale. Con la bella stagione, e con i lunghi mesi di lockdown sulle spalle, spesso il sano divertimento degenera. E ai residenti e ai commercianti della zona non resta altro da fare che raccogliere i cocci (e i vari rifiuti) la mattina dopo.

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