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VIDEO | Luca Bizzarri legge le "Rime" di Michelangelo

La mostra ospitata a Palazzo Ducale, a Genova, è sospesa per Dpcm: guardare i video delle "Rime" di Michelangelo è un modo per aspettare la riapertura

 

Fino al 3 dicembre la mostra "Michelangelo Divino Artista", a Palazzo Ducale, è sospesa, in ottemperanza del Dpcm del 3 novembre 2020. Dunque i genovesi non potranno più ammirare per un po' i capolavori immortali di Michelangelo Buonarroti, scultore, pittore, architetto e poeta, ma potranno comunque ascoltare sul web le sue rime.

In occasione della mostra, infatti, il presidente della Fondazione Palazzo Ducale di Genova Luca Bizzarri è stato protagonista di alcuni video realizzati all'interno della Galleria dell'Accademia di Firenze, nel quale, davanti a "I Prigioni", legge due celebri "Rime" di Michelangelo. Si tratta di "Non ha l'ottimo artista alcun concetto" e "Si come per levar, donna, si pone", dedicate entrambe all'amica e poetessa Vittoria Colonna. Tutte e due le rime, nei video pubblicati sul canale YouTube di Palazzo Ducale, parlano di arte, ma anche di amore: nella prima, neanche lo scultore possiede idee che non siano già contenute nel marmo, assieme alla materia superflua. A liberare queste idee, la mano dell'artista che ubbidisce alla mente. Così come in un'opera d'arte, il bene che Michelangelo cerca in Vittoria Colonna è già nascosto dentro di lei, solo che questa volta la mano dell'artista ottiene l'effetto contrario a quello desiderato. In "Si come per levar, donna, si pone", l'effetto liberatore della scultura è paragonato a quello che Vittoria ha su Michelangelo, entrando nella sua anima pura e fragile.

La Galleria dell’Accademia di Firenze custodisce un nucleo inestimabile di sculture michelangiolesche. Giunte all’Accademia in periodi diversi, esse costituiscono oggi una sorta di mausoleo dedicato al mito eterno del grandissimo artista, consacrato nelle Vite di Giorgio Vasari e alimentato fino all’epoca moderna da generazioni di storici dell’arte e di letterati. La Galleria dei Prigioni ospita per l’appunto i quattro Prigioni concepiti per la tomba di Papa Giulio II, l’impresa senza fine che si rivelò per l’artista un’autentica tragedia. L’altra scultura raffigurante l’evangelista Matteo pervenne alla Galleria dall’Opera del Duomo nel 1834 mentre la discussa Pietà da Palestrina conclude la serie di sculture: un percorso solenne che introduce alla vera e propria apoteosi della Tribuna, dominata dalla scultura più famosa del mondo, il David.

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