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VIDEO | Il rammarico dei teatri genovesi: «Siamo un esempio virtuoso in epoca di pandemia»

 

È in lutto il mondo del teatro genovese, già molto provato dal lockdown e da tutte le successive restrizioni. Con il dpcm firmato nella notte tra sabato e domenica, ancora una volta cala il sipario, almeno per un mese, e il teatro si ferma insieme anche ad altri eventi. E, sebbene il governo abbia manifestato l'intenzione di voler sostenere le imprese e i lavoratori della cultura, il mondo del teatro lancia un grido di dolore per quello che teme essere un nuovo salto nel buio. Ecco alcune delle prime reazioni dei teatri genovesi.

«Genova è stata ed è una delle città più teatrali al mondo»

I lavoratori del Teatro Nazionale di Genova, ieri, in occasione del loro ultimo spettacolo, hanno letto ad alta voce sul palcoscenico l'appello dell'Associazione Cultura Italiae, registrando un video che è poi stato pubblicato sui social. Ci si rivolge direttamente al premier Giuseppe Conte: «I lavoratori dello spettacolo dal vivo hanno messo tutto il loro straordinario e personale impegno per riaprire teatri e cinema nel pieno rispetto dei protocolli, per la tutela della salute. Sono luoghi sicuri, dove il pubblico è seduto con mascherina e non parla durante la rappresentazione. Questi luoghi rappresentano un esempio virtuoso di gestione di spazi pubblici in epoca di pandemia». Insomma, denunciano i lavoratori del teatro, hanno riconquistato faticosamente il loro pubblico, riprogrammato le stagioni, fatto rientrare i dipendenti dalla cassa integrazione.

«Non fermate la cultura»: l'appello firmato anche dall'assessore alle Politiche Culturali di Genova Barbara Grosso

Alla lettera viene aggiunto un ultimo punto, scritto dl direttore del Teatro Nazionale di Genova Davide Livermore: «Esiste la memoria. Il Teatro Nazionale di Genova deve rappresentare sempre più la società in cui viviamo, e ne può ospitare il desiderio di profondità. Genova è stata ed è una delle città più teatrali al mondo, e si è sempre confrontata con la propria memoria individuale e collettiva. Questo è un tempo difficile e straordinario: siamo nel primo atto di Edipo Re, confrontarsi con la memoria significa continuare insieme l'indagine di Edipo per capire chi siamo. Mai smettere di investigare». Al termine, applausi e standing ovation da parte del pubblico.

«Continueremo a lavorare dietro le quinte»

Il Teatro Garage dice arrivederci ai propri spettatori pubblicando su Facebook la foto delle sue nuove apparecchiature che sono servite per sanificare superfici e aria dentro la sala Diana: un investimento per una stagione che eppure è stata interrotta lo stesso. «Cerchiamo di essere pazienti e responsabili, prudenti e costruttivi. Il Teatro Vive! A presto».

Il teatro Il Sipario Strappato di Arenzano pubblica una foto di repertorio, scattata durante i lavori in corso per riaprire la struttura in sicurezza, tra sorrisi, sudore e mascherine. E con una promessa: «Ce l'abbiamo messa tutta, tutta, dal punto di vista artistico, energetico, economico per poter offrire un servizio culturale e sociale nella sicurezza della salute di tutti. Chiudiamo con il cuore gonfio di dolore, tristezza, amarezza ma anche gratitudine per chi ci ha sostenuto e creduto in noi dall'inizio di questa stagione. Continueremo a lavorare dietro le quinte. Ci rivediamo presto».

«Pensavamo di riprenderci in breve tempo»

Stradanuova Teatro Auditorium non nasconde l'amarezza: «E siamo nuovamente fermi con gli spettacoli. Abbiamo fatto in tempo a sentirvi ridere così forte per Luca Ravenna, che pensavamo davvero di riprenderci in breve tempo. Ma dobbiamo rispettare il decreto di oggi, 25 ottobre, che sospende gli spettacoli dal vivo fino al 24 novembre 2020. Nei prossimi giorni comunicheremo le modalità di annullo e rimborso sul sito, sui profili social di Stradanuova e via mail ai diretti interessati».

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