Sampdoria: fine della quarantena, continua la raccolta fondi per San Martino

La Sampdoria comunica la fine della quarantena per tutti i giocatori trovati negativi e continua a promuovere la raccolta fondi per il San Martino

Sampdoria, inizia la fase due. La società blucerchiata annuncia ufficialmente sul proprio sito internet la fine del periodo di isolamento domiciliare, come da profilassi, per tutti i giocatori e componenti dello staff risultati negativi e senza sintomi nel periodo di quarantena.

«Coloro che invece sono risultati positivi al Coronavirus-COVID-19 – si legge nella nota - saranno sottoposti ai test previsti dal protocollo. Tutti i calciatori stanno bene e svolgono l’attività fisico-atletica programmata nei loro domicili».

Quindi fine della quarantena per tutti i calciatori tranne Gabbiadini, Ekdal, Thorsby, La Gumina, Depaoli, Bereszynski, Barreto e il dottor Baldari. Dovrebbe terminare anche la quarantena di Colley, dal momento che il giocatore era stato trovato positivo ad un primo test, poi smentito dal secondo.

Il presidente Massimo Ferrero e la società aggiungono un sentito ringraziamento «al Laboratorio Albaro e la Farmacia Ribaldone, da anni partner blucerchiati, e a tutti coloro che hanno messo e metteranno a disposizione la loro professionalità in un periodo per tutti così complicato».

A tal proposito continua la raccolta fondi in favore dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, raccolta a cui hanno partecipato, presidente, società e giocatori della Sampdoria.

Questo l'appello della società

Si invitano i tifosi e tutti coloro che volessero aderire all’iniziativa #genovapersanmartino a visitare il sito internet dedicato e a effettuare una donazione. Codice IBAN: IT02Y0617501594000002390480

Apprezzando la consueta sensibilità dei tifosi blucerchiati abbonati che hanno fatto sapere di essere disponibili a convertire in donazione il rateo partita di Sampdoria-Hellas Verona disputata a porte chiuse, l’U.C. Sampdoria segnala che, in questa particolare situazione, con gli uffici chiusi e la maggior parte del personale in quarantena, si tratta di un’iniziativa complicata da realizzare sotto tutti i punti di vista (organizzativo, amministrativo, fiscale) e con una tempistica lunga che non potrebbe consentire un aiuto immediato, e quanto mai opportuno, all’Ospedale San Martino.

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