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Sampdoria, da Viviano a Mihajlovic: il pagellone di una stagione al top

Va in archivio la prima stagione blucerchiata targata Massimo Ferrero. Una stagione che ha fatto sognare i tifosi con il ritorno in Europa e la zona Champions accarezzata per buona parte del torneo

Si chiude una stagione indimenticabile in casa Samp. La stagione dell’avvento di Massimo Ferrero, l’istrionico presidente che ha letteralmente rivoluzionato l’ambiente blucerchiato. La stagione del ritorno in Europa League grazie agli errori burocratici dei cugini rossoblù, indagine Uefa permettendo. La stagione dei grandi sogni con un girone d’andata d'altissima classifica, e quella dei grandi acquisti con l’arrivo, tra gli altri, di Samuel Eto’o e Luis Muriel.

Una Sampdoria lontana parente di quella che, solamente un anno prima, era in caduta libera in Serie A fino a rischiare la retrocessione con Delio Rossi, salvo poi essere risollevata da un certo Sinisa Mihajlovic.

Ecco tutti i voti ai protagonisti di un’annata da incorniciare.

Viviano voto 7.5: con lui la Samp risolve finalmente il problema portiere dopo la stagione tribolata sotto i guantoni di Da Costa. Dà sicurezza al reparto e sbaglia davvero poche partite, la “papera” di Napoli resta un episodio isolato. Mostruoso a Roma nel blitz blucerchiato all’Olimpico. Numero 2 sulla maglietta, numero 1 in campo.

Romero voto 6: dieci presenze in cui cerca di non far rimpiangere Viviano. Compito riuscito, ma conferma quanto si è sempre detto su questo portiere: colpi importanti alternati ad ingenuità clamorose. La difesa non si sente sicura con lui in porta. E si vede.

Cacciatore voto 5.5: torna alla base dopo l’ottima stagione a Verona, gioca poco, convince ancora meno.

De Silvestri voto 7.5: uno dei migliori della stagione blucerchiata. Torna il motorino ammirato con la maglia della sua Lazio. 33 presenze impreziosite da 4 gol, uno dei quali nell’impresa dell’Olimpico contro la Roma. Ultimo a mollare, un esempio per tutti. Giusta la fiducia di Conte in Nazionale. Punto fermo

Mesbah voto 6: il problema terzino sinistro non  è stato risolto in casa Samp. Mesbah sembra dare più garanzie rispetto a Regini, ma Sinisa non è spesso di questo avviso concedendo all’algerino solamente 16 presenze. Buona spinta sulla fascia, ma fatica ancora in fase difensiva.

Munoz voto 6: acquisto di gennaio a sorpresa, strappato alle big, Milan in primis. Acquisto poco comprensibile, difficile trovargli spazio tra gli inamovibili Silvestre e Romagnoli. E infatti l’ex Palermo, complice diversi infortuni, giocherà pochissimo. Impossibile giudicarlo, ma è da lui che si riparte per il post Romagnoli.

Regini voto 5: la furia di Mihajlovic contro il povero Vasco Regini in seguito al derby di ritorno resta nelle menti di tutti i blucerchiati. La reazione che provoca ai tifosi è simile con errori a raffica durante tutto l’arco della stagione. A memoria lo abbiamo “promosso” in pochissime gare. La sua fortuna è stata quella di non aver avuto un concorrente serio sulla fascia sinistra. Anello debole

Romagnoli voto 8: rivelazione della stagione. Toglie il posto ad un certo Daniele Gastaldello, lo fa come solo i predestinati possono fare, ovvero relegandolo in panchina nel derby d’andata. Difensore completo, con lui e Silvestre la Samp ha avuto una delle difese più forti di questo campionato. In leggera flessione nell’ultima parte del torneo, come tutti i suoi compagni. Predestinato

Silvestre voto 7.5: gran bel colpo della dirigenza blucerchiata. Arriva a Genova per riscattarsi dopo due deludenti esperienze milanesi, il campo gli dà ragione. Prestazioni da “the wall”, manca solo il gol, ma a un difensore non è chiesto al momento della firma. Perfetto in coppia con Romagnoli, un altro da cui ripartire.

Acquah voto 7: Eto’o, Muriel, Munoz. Che colpi a gennaio della Samp, ma in pochi si erano accorti dell’arrivo di questo mediano, molto, ma molto interessante. E l’ex Parma conferma quanto di buono detto su di lui con prestazioni importanti che mettono in difficoltà Sinisa nelle scelte a centrocampo. Non è un caso che le gare non disputate da Wilfried siano coincise con brutte prestazioni a centrocampo della Samp. Bella sorpresa

Correa voto 6: oggetto misterioso, più per lo scarso impiego che per le prestazioni. Sinisa lo utilizza col contagocce, nel finale di stagione si ritaglia qualche spazio in più e mostra doti interessanti. Uno dei pochi da salvare nell’ultimo mese, avrebbe meritato più considerazione.

Duncan voto 6.5: ha il compito di far rifiatare a giro uno tra Palombo, Obiang e Soriano, ma con il cambio di modulo diventa una pedina fondamentale dello scacchiere blucerchiato. Stagione molto positiva, unico neo, la sfortunata autorete a San Siro con il Milan. Uno dei migliori a Parma e nel match interno con l’Empoli.

Obiang voto 6.5: girone d’andata da 7.5, girone di ritorno da 5.5. Calo di forma (e concentrazione) forse dovuto alle troppe attenzioni di mercato che, da qualche giorno, si sono concretizzate nella cessione al West Ham. Dinamismo da vendere, pecca sottoporta. Clamorosi gli errori in zona gol con Genoa e Lazio, ma le sue doti sono altre.

Palombo voto 6: uno dei giocatori che divide la tifoseria. Idolo per chi non dimentica l’ex capitano blucerchiato, il più criticato invece da chi lo ritiene un centrocampista in declino. Voto 6 di stima, sono più le prestazioni negative di quelle positive, ma il settimo posto della Samp è anche merito suo, autore di ben 36 presenze.

Rizzo voto 7: una delle piacevoli sorprese della stagione. Dopo la trafila nelle giovanili blucerchiate arriva alla prima squadra e totalizza 15 presenze segnando anche un gol. Fa intravedere un’ottima personalità per un giovane classe 1992. Il prossimo anno è atteso dalla consacrazione.

Soriano voto 9: la pedina fondamentale di questa Sampdoria. 33 presenze, 4 gol e la conquista della maglia della Nazionale. La chiave del cambio di modulo blucerchiato è lui, impiegato nei tre di centrocampo in caso di tridente, come trequartista nel 4-3-1-2. Il Milan preme per averlo, senza di lui la Samp perderebbe tanto. Troppo.

Wszolek voto 6: poche presenze, sei per essere precisi. Alcune da incorniciare (Udine), altre da dimenticare (Verona contro il Chievo). Il 6 è la giusta media.

Bergessio voto 5: arrivato tra l’entusiasmo di presidente e tifosi, partito tra l’indifferenze generale. Questa la triste storia di Gonzalo Bergessio, in ogni caso dimostratosi professionista vero. In disparte e in silenzio per buona parte della stagione, si gioca le proprie carte ogni qual volta Mihajlovic abbia deciso di dargli fiducia. Non entra negli schemi della Samp, tanto meno nel cuore dei tifosi. Un gol a Parma e un gol in Coppa Italia. Troppo poco.

Eder voto 9: l’anno dell’esplosione, esploso talmente tanto da convincere niente meno che Antonio Conte. Convocazione in Nazionale impreziosita dal gol del pareggio in casa della Bulgaria all’esordio. Uno dei giocatori più determinanti della Serie A, nove le reti segnate, alcune di ottima fattura, come la bomba su punizione contro l’Inter. Alcune importantissime, come il pareggio nel derby, per gentile concessione di Roncaglia. Si fa male a Napoli, la Samp da lì spegne la luce. Determinante

Eto’o voto 6: difficile dare un voto al Re Leone. Meriterebbe un 10 per l’entusiasmo che è riuscito a portare nella Genova blucerchiata. 10 per l’umiltà con cui si mette a disposizione della squadra dopo qualche incomprensione con Sinisa Mihajlovic. Ma nel finale di stagione qualche errore di troppo sottoporta (Lazio, per esempio) pesa come un macigno. Non è più l’Eto’o del triplete, ma un giocatore così non può che fare bene all’ambiente Samp.

Muriel voto 6: arrivato per sostituire Gabbiadini, ma l’infortunio non gli darà mai tregua. Alla fine saranno quattro le reti totalizzate in maglia blucerchiata, pochine per chi da anni è atteso all’esplosione. Alterna lampi di genio a giocate evanescenti. Nasconde i colpi del grande campione, ma non ha più tempo per farsi aspettare.

Okaka voto 6: inizio di stagione da favola, con un gol contro il Torino che ricorda il Weah versus Verona. Poi dopo la litigata con Mihajlovic si rompe l’idillio. Le voci sull’arrivo di Muriel ed Eto’o lo rendono inquieto e Okaka non tornerà più quello di prima. Sinisa gli ridà spazio nell’ultima parte di stagione, ma torna ad esser la prima punta dei tempi della Roma, utile alla squadra, ma con il problema del gol. Fatto non da trascurare per una prima punta.

Mihajlovic voto 7.5: un altro voto difficile. Meriterebbe un 10 per quanto fatto dal post Delio Rossi in poi, ma nella seconda parte di stagione qualcosa si è incrinato. La poca chiarezza sul suo futuro, i malumori con Eto’o e Okaka non hanno giocato in favore della Samp che crolla dopo un girone d’andata da Champions. Ecco, abbiamo detto Champions. Se la Samp anche solo per un mese ha potuto sognare il ritorno in questa competizione buona parte del merito va di diritto al serbo. Lascia con una lettera d’addio ai tifosi e con la Samp in Europa League. Ingiusto e irriconoscente non ringraziarlo e apprezzarlo per il lavoro svolto.

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