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Sabato, 13 Agosto 2022
Sampdoria

Samp, Delio Rossi: dal pugno a Ljajic all'esultanza dello Juventus stadium

Da domenica i pugni di Delio Rossi sono solo immagine di impresa. Con la Samp in 10, sotto di un gol in casa dei Campioni d'Italia, il tecnico ha dimostrato quanto conta un allenatore che guida una 'banda' di giovani. Ha trasmesso loro coraggio

Genova - I pugni alzati verso il cielo allo Juventus stadium per festeggiare una vittoria sono l'immagine di un professionista ritrovato. I salti che hanno accompagnato quei pugni sono l'icona di un uomo sereno. In quei gesti c'è tutto Delio Rossi: c'è il suo recente passato e c'é il suo presente.

Sempre pugni, ma con sapore diverso. Torna il ricordo del pugno rifilato al viola Ljajic, che lo aveva offeso dopo essere stato sostituito, ma ci sono anche la gioia e la soddisfazione per aver superato i sei mesi di 'riposo forzato', come Rossi chiama il periodo in cui è stato costretto a rimanere lontano dal campo per quel colpo che gli è costato una squalifica.

Da domenica i pugni di Delio Rossi sono solo immagine di impresa. Con la Samp in 10, sotto di un gol in casa dei Campioni d'Italia, il tecnico ha dimostrato quanto conta un allenatore che guida una 'banda' di giovani. Ha trasmesso loro coraggio e dato il comando: guai indietreggiare.

«Ai ragazzi - racconta l'allenatore ai microfoni di Radio anch'io lo sport - ho detto che eravamo ancora in partita e con qualche aggiustamento tattico ci siamo riusciti». Eccolo il coraggio che si trasmette non a parole, ma con le scelte. La difesa passa a quattro, il centrocampo diventa a tre e soprattutto restano in campo le punte Eder e Icardi. Eder fa il fenomeno, Icardi il killer.

È vero che Buffon ci ha messo del suo, è vero che la Juve non giocava con l'11 titolare, ma sono state le idee di Delio Rossi a fare la differenza, a partire da quel Palombo, il reietto della passata gestione (Ferrara-Sensibile), al quale il tecnico non ha ridato la fascia da capitano, ma gli ha detto guida la difesa, facendolo tornare titolare.

Da domenica per il condottiero sampdoriano solo elogi, ma Delio Rossi, vuol restare con i piedi per terra. «Noi siamo stati bravi, ma anche fortunati. La Juve resta la più forte. Se il campionato non lo vince la Juve, non saranno le altre a vincere, ma la Juve ad averlo perso».

Lui, persona priva di eccessi (proprio per questo quel pugno a Ljajic sorprese tutti), schiva quasi i meriti. «Abbiamo lavorato bene, la squadra è giovane, forse la più giovane della serie A, ma ha qualità: io devo solo mettere gli uomini al posto giusto per farli rendere al meglio». A Torino lo ha fatto: i pugni son serviti, solo per festeggiare l'impresa. Bentornato Delio Rossi, il purgatorio è solo un ricordo lontano (Ansa).

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