Sampdoria: allenamenti con la palla, ci sono anche Gabbiadini ed Ekdal

Continuano gli allenamenti individuali della Sampdoria a Bogliasco, primi esercizi col pallone, si rivedono anche Gabbiadini, Ekdal e La Gumina, tre giocatori guariti dal coronavirus

Continuano gli allenamenti individuali della Sampdoria, ma si inizia anche a riutilizzare il pallone. Giornata molto intensa quella di martedì 12 maggio, a Bogliasco si sono susseguiti ben 12 calciatori, tra questi anche Gabbiadini, Ekdal e La Gumina, tre giocatori guariti dal coronavirus.

Ramirez, Linetty, Leris, Tonelli, Rocha, Murru, Askildsen, Colley e Ronaldo Vieira gli altri giocatori che hanno svolto la seduta che ricordiamo essere ancora facoltativa. Sul campo anche il collaboratore di Claudio Ranieri, Carlo Cornacchia insieme al preparatore Massimo Catalano e al fisioterapista Valerio Chiappe

Mentre la Sampdoria prosegue nel suo ritorno alla normalità, sembra invece aumentare la protesta dei tifosi blucerchiati. Ci sono infatti anche i supporter della Samp tra i firmatari di un comunicato stampa delle tifoserie italiane ed europee contro la ripresa del campionato. Questo il comunicato integrale

L’Europa è nella morsa del Coronavirus. I governi hanno dichiarato il lockdown totale tutelando così la cosa più preziosa che abbiamo: la salute pubblica, primo obiettivo per tutti. Per questo riteniamo più che ragionevole pensare ad uno stop assoluto del calcio europeo. 

Chi gestisce quest’ultimo, invece, ha fin da subito espresso un solo ed unico obiettivo: RIPARTIRE. Siamo fermamente convinti che a scendere in campo sarebbero solo ed esclusivamente gli interessi economici e questo viene confermato dal fatto che il campionato dovrebbe ripartire a porte chiuse, senza il cuore pulsante di questo “sport popolare”: I TIFOSI.

Ci è più che lecito pensare che, ancora una volta, la supremazia del denaro vada a calpestare così il valore della vita umana. Pertanto, chiediamo fermamente agli organi competenti di mantenere il fermo delle competizioni calcistiche finché affollare gli stadi non tornerà ad essere un’abitudine priva di rischi per la salute collettiva.

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Se il sistema calcio si trova in una situazione di tanta difficoltà, la colpa va attribuita alla mal gestione degli ultimi decenni. Mal gestione che abbiamo sempre messo in evidenza con il solo ed unico fine di tutelare e salvaguardare lo sport più bello del mondo. Oggi il calcio è considerato più come “un’industria” che come uno sport, dove le PAY-TV tengono sotto scacco le società alimentandole con i propri diritti televisivi, permettendo così alle società stesse di poter pagare stipendi spropositati ai calciatori e alimentando a loro volta la sete di denaro di procuratori squali, il cui unico obiettivo è quello di gonfiarsi il portafoglio. Un sistema basato solo ed esclusivamente su business ed interessi personali che se non verrà ridimensionato quanto prima porterà ad un solo ed unico fine: LA MORTE DEL CALCIO STESSO.

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