Sampdoria-Verona si gioca, anzi no: Veloso tuona sui social

L'incredibile triplo cambio di programma per Sampdoria-Verona, rinviata a mercoledì 13 maggio, ha lasciato molti strascichi, tra cui lo sfogo dell'ex Genoa Miguel Veloso, attuale capitano dell'Hellas

Sampdoria-Verona si gioca a porte aperte, anzi no a porte chiuse, anzi no, è rinviata. Sembra un racconto romanzato, ed invece è andata proprio così.

La partita, in programma originariamente lunedì 2 marzo alle ore 20.45, sembrava in un primo momento poter essere disputata regolarmente a porte aperte dal momento che l'ordinanza che vietava il regolare svolgimento delle manifestazioni sportive in presenza di pubblico terminava domenica 1 marzo. Tuttavia, il rinvio di cinque gare dell'ultima giornata di Serie A, non lasciava presagire nulla di buono.

La conferenza stampa di Giovanni Toti, intorno alle 18.30 di domenica 1 marzo, aveva però annunciato la decisione della Regione Liguria di giocare regolarmente la partita, ma a porte chiuse. Ma la frase, per “restare in linea con quanto deciso dalla Lega Serie A” pronunciata dal presidente ligure stonava di fatto con quanto realmente deciso dalla Lega Serie A.

E infatti, dopo pochi minuti, è arrivato il comunicato della Lega Calcio che ha disposto il rinvio del match. “In linea con quanto disposto con Comunicato Ufficiale n. 193 del 29 febbraio 2020, comunica che la gara SAMPDORIA – HELLAS VERONA, della 7^ giornata di ritorno del Campionato di Serie A TIM, inizialmente programmata per lunedì 2 marzo 2020, è rinviata a mercoledì 13 maggio 2020” .

Questo continuo cambiamento di programma non è sicuramente piaciuto ai tifosi come alle due squadre coinvolte. Si è pronunciato, attraverso un post su Instagram, l'ex centrocampista del Genoa e attuale capitano del Verona, Miguel Veloso.

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"Una settimana per decidere se scendere in campo o meno. La squadra, lo staff, gli addetti ai lavori... tutti a Genova dalle 17:00 senza avere notizie certe. Ora tutti sul pullman in direzione Verona. Io trovo che tutta questa situazione sia vergognosa e una grandissima mancanza di rispetto per tutte le persone coinvolte. In un momento così delicato ed importante per tutte le famiglie italiane, almeno le autorità potrebbero evitare di dire una il contrario dell'altra e trattare persone e intere società sportive come fossero giocattoli".

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