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Giampiero Ventura: un genovese alla guida della Nazionale

Il genovese e neo sposo Giampiero Ventura è il nuovo allenatore della Nazionale di calcio. Manca solo l'ufficialità, che arriverà dopo gli Europei

L'ufficialità arriverà solo a luglio quando sarà calato il sipario sugli Europei di calcio, ma ormai sembra il 'segreto di Pulcinella': Giampiero Ventura sarà, salvo clamorosi colpi di scena, il nuovo allenatore della Nazionale di calcio. A coronare il momento magico per il tecnico genovese sono arrivate anche le nozze ieri a Bari con la sua compagna Luciana.

Come si legge sul suo sito, Giampiero Ventura è nato a Genova il 14 gennaio 1948 da una famiglia che, con enormi sacrifici, lo ha seguito e consigliato nelle sue scelte tanto nella vita privata quanto nel mondo del lavoro, lo sport e il calcio. Si diploma ragioniere mentre gioca in quella squadra che lui stesso ammette essere stata la sua compagna fedele, la Sampdoria.

Decide quindi di frequentare l'Isef di Milano continuando a dare calci al pallone e lavorando nelle palestre. Ma il suo destino non era quello di diventare un calciatore famoso (suo massimo traguardo la serie C) anche se il rettangolo verde lui lo ha nel sangue. Eccolo quindi allenatore a soli 25 anni a causa di un grave infortunio. La sua vita da sportivo lo ha portato per 20 anni a fare l'insegnante nelle scuole e sulle panchine di tutta l'Italia.

Da Pistoia, prima tappa importante di Ventura allenatore dopo le esperienze nel settore giovanile della Sampdoria, passando attraverso l'esperienza "incredibile dal punto di vista umano" di Giarre si è ritrovato partecipe del rilancio del Lecce. Ventura ha consacrato in Puglia le sue doti di "ricostruttore", diventando a volte, se necessario, "uomo di rottura" come lui spesso si definisce. A Cagliari poi ha dato il meglio.

Nel campionato 1999/2000 ha sfiorato la promozione in A con la Sampdoria, un "insuccesso" che lo amareggia ancora, come avesse deluso il grande amore della sua vita. Poi Udinese, Cagliari, Napoli, Messina, Verona, Pisa, Bari e infine Torino.

Da buon genovese, dietro quell'aria un po' tirata che lo ha contraddistinto in alcuni momenti, si è sempre celata la sua contagiosa voglia di vivere e di ridere, quell'autoironia che l'ha portato a mettersi in gioco sempre, anche quando le situazioni si erano fatte complicate. Ora una nuova sfida lo attende e tutta Italia non può che fare il suo in bocca al lupo al nuovo mister della Nazionale.

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