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Genoa, Preziosi e Zarbano indagati per evasione fiscale

La Procura di Genova ha aperto un fascicolo per mancati pagamenti dell'iva del 2011. La società rossoblù respinge le accuse e comunica l'esistenza di un piano di rateazione concesso dall'Agenzia delle Entrate

La società Genoa, il presidente Preziosi e l’amministratore delegato Zarbano sono indagati dalla Procura: l'indagine è partita da una segnalazione dell'Agenzia delle entrate alla stessa Procura per il mancato pagamento dell'Iva nel 2012 relativa all'esercizio 2011.

Pare che la stessa società di calcio nel dicembre scorso avesse segnalato all’Agenzia delle Entrate di non aver versato gli 8 milioni di euro per il 2011 e avesse chiesto congiuntamente un piano di rateizzazione, che è stato poi concesso e per il quale sarebbe già stata versata una prima rata. Ma la segnalazione alla Procura è partita ugualmente, insieme alla richiesta al gip del sequestro per equivalente degli 8 milioni di euro a carico del Genoa. Il gip ha rigettato la richiesta del sequestro e contro questa decisione la Procura ha presentato ricorso al tribunale del Riesame; l’udienza è fissata il prossimo 25 febbraio.

La società e Preziosi hanno però respinto le accuse tramite un comunicato ufficiale pubblicato su sito ufficiale:  «La Società ribadisce la piena correttezza del proprio operato fiscale e, pur facendo pieno affidamento sulla valutazione che i Giudici potranno dare ai fatti contestati, ritiene necessario comunicare quanto segue.

Da quanto si è potuto apprendere, è doveroso precisare come nella fattispecie non risulti contestata alcuna sottrazione di imposte, ma esclusivamente il mancato versamento nei termini dell’IVA relativa all’anno 2011, ritenendosi la Società responsabile del reato di cui all’art. 10 ter del D.lgs. n. 74/2000.

Tale versamento, in realtà, è avvenuto nel pieno rispetto di un piano di rateazione concesso dall’Agenzia delle Entrate prima della scadenza del termine per il versamento, per cui si ritiene che la contestazione derivi da un disguido di comunicazione tra le Autorità preposte.

La Società, infatti, ha fatto legittimo affidamento sui termini di versamento previsti dal provvedimento di rateazione, provvedendo, anzi, al versamento della prima rata in anticipo rispetto alla data concordata. Un approfondimento della questione condurrà a escludere la ricorrenza di qualsiasi forma di illecito addebitabile alla Società o ai suoi rappresentanti, che hanno trovato da parte dell’Autorità Fiscale formale riconoscimento in un provvedimento amministrativo al quale la Società si è immediatamente conformata.

La mancata conoscenza di tali fatti, di cui ci si riserva la doverosa produzione nel giudizio, ha provocato una disinformazione mediatica che ha prodotto conseguenze dannose per l’immagine della Società e dei suoi rappresentanti, per cui è già stato dato mandato ai legali per ogni forma di tutela nelle sedi competenti».

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