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Preziosi, aggressione a un giornalista: «Chiedo scusa, ma lo rifarei»

Il presidente del Genoa Enrico Preziosi commenta l'eclatante episodio avvenuto martedì 4 giugno a Pegli, dove il patron rossoblù ha aggredito un giornalista del Secolo XIX

Genova – Poche ore dopo l’aggressione di Enrico Preziosi ai danni del fotoreporter del Secolo (leggi la notizia), arrivano le prime dichiarazioni del patron rossoblù sull’accaduto: «Ho strappato una cinepresa che era posizionata in modo improprio – spiega Preziosi a Tgcom 24 - ho anche detto che la pago, ho chiesto scusa».

«Ho strappato la cinepresa e gliel'ho buttata giù. Non è corretto avere gli agguati, stamattina si diceva di una vendita infondata. La situazione è ridicola. La mia reazione che può essere criticata quanto si vuole, è quella di una persona infastidita. Toccare i giornalisti? Per l'amor di dio, i giornalisti possono scrivere e fare di tutto, poi quando uno li tocca guai. Io quel giornalista non l'ho toccato - prosegue il presidente del Genoa - gli ho strappato la telecamera. Personalmente dico che la violenza che ho subito all'uscita di un ristorante è maggiore. Quelli sono agguati, non va bene venire a riprendermi di nascosto. Io quel gesto, in quel contesto lo rifarei, perché quello che ho subito è un agguato, un modo subdolo di fare informazione».

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