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Genoa, una stagione da 10: il pagellone di tutti i protagonisti

Si chiude una stagione da 10 per il Genoa, è mancata solo la lode (leggesi licenze europea). Ecco il pagellone di tutti i protagonisti, da Perin a Pavoletti, passando per le pochissime delusioni, Roncaglia e Lestienne

Si chiude una stagione da 10 per il Genoa, è mancata solo la lode. Una lode che avrebbe dovuto coincidere con la licenza europea per una qualificazione in Europa League ottenuta sul campo, ma negata per colpa di ritardi burocratici che ovviamente nulla tolgono allo splendido campionato disputata dai ragazzi di Gasperini.

Una stagione da urlo per buona parte dei suoi interpreti, da Perin a Perotti, passando per Iago Falque e Bertolacci. Difficile “bocciare” qualcuno, solo Roncaglia e Lestienne hanno deluso.

Ecco il pagellone di tutti i protagonisti.

Perin voto 9: semplicemente il portiere più decisivo della Serie A. La stagione della conferma, la stagione che lo conferma tra i migliori numeri 1 europei. Chiedere a Bayern Monaco, Porto, Roma, Milan etc etc che stanno continuando a chiedere informazioni su Mattia. Reattivo tra i pali, sicuro nelle uscite, buona parte dei punti ottenuti dal Grifone, soprattutto quelli nel girone di andata, portano la sua firma, anzi, i suoi guantoni.

Lamanna voto 8: fa il suo esordio in Serie A a causa di un rosso sventolato a Perin durante Genoa-Roma, non si scompone, entra e para il rigore a Liajic. Eugenio si presenta così. Contro la Juventus replica, questa volta il penalty è neutralizzato a un certo Carlitos Tevez. Basta così? No, l’ultima giornata saluta tutti con un altro rigore respinto, questa volta a Zaza. Molto più che un numero 12. Vogliamo essere banali. Lamanna dal cielo.

Antonini voto 10: voto populista, ma ci sta tutto. Merita un 10 per il gol vittoria che piega per la prima volta in campionato niente meno che la Juventus, dando al Genoa un successo insperato. Merita un 10 per aver rifiutato ogni tipo di proposta semplicemente per restare in rossoblù, nonostante la panchina assicurata che si tramuterà poi in un’incomprensibile esclusione dalla rosa. Merita un 10, con lode, per essere stato l’unico a scendere per le strade della città al fianco degli angeli del fango dopo la drammatica alluvione. Uomo vero

Bergdich voto 6: arriva a gennaio tra lo scetticismo generale. In pochi lo conoscono, ancora in meno lo riconoscono in campo, ma sulla sinistra dimostra di avere qualità. Parte bene, poi viene meno la fiducia di Gasperini e si perde nel finale di stagione. Ma la sufficienza è meritata.

Burdisso voto 7: il migliore della difesa. Da solo regge un reparto che spesso lo fa penare, il nome di Roncaglia gli fa venire i capelli dritti, ma l’ex Roma dimostra di avere esperienza da vendere. Trenta presenze impreziosite da un gol. Un pilastro.

De Maio voto 6.5: alterna buone prestazioni a qualche battuta d’arresto, ma in generale per lui è stato un altro campionato molto positivo, tanto che Milan e altri top team hanno chiesto informazioni sull’ex di Brescia e Frosinone. Ottimo giocatore per la difesa 3, patisce in una retroguardia a 4, ma il modulo di Gasperini gli è congeniale. 33 presenze e 1 gol (contro l'Udinese), praticamente sempre presente, peccato solo per quella deviazione nel derby, ma il pallone probabilmente sarebbe entrato lo stesso.

Izzo voto 6.5: una delle rivelazioni del torneo, tanto da meritarsi la convocazione per gli Europei Under 21. In estate in pochi lo conoscevano, ora è uno degli idoli della Nord. Sempre pronto quando chiamato in causa da Gasperini, forse avrebbe meritato qualche chance in più al posto di un Roncaglia a tratti disastroso. Chiude male il torneo con l’horror di Reggio Emilia, ma lì erano già tutti in vacanza.

Marchese voto 6: stagione falcidiata dagli infortuni, solo 11 le presenze per uno dei pupilli di Gasperini. Negli occhi dei tifosi il suo splendido gol a Udine in una delle prime prestazioni super del Genoa 2014-2015.

Roncaglia voto 5: forse l’unica nota negativa della stagione, non ce ne voglia Facundo, uno che a impegno non è secondo a nessuno, ma quanto pesano le sue ingenuità. Costano due punti nel derby, con il gol di Eder che è tutta farina del sacco di Roncaglia, ma non solo. Gasperini si è detto più volte spazientito dai cali di concentrazione/eccessi di confidenza dell’argentino, salvo poi rimandarlo sempre in campo. Migliorare questo aspetto lo farebbe diventare un difensore completo. E buono.

Tambè voto 6: poche apparizioni, sei per la precisione. Non sfigura ed è giovane.

Bertolacci voto 9: da punto fermo del Genoa a punto fermo della Nazionale. Basta questo per spiegare la stagione di Andrea Bertolacci, forse il migliore del campionato rossoblù. Mancava in quanto a continuità in passato, quest’anno sulle 34 presenze ne ha sbagliate giusto un paio. Sei i gol, alcuni di ottima fattura. Assist geniali, giocate da veterano nonostante abbia ancora solo 24 anni. La Roma si sfrega le mani. Il Genoa sa di aver lanciato il futuro della Nazionale italiana.

Edenilson voto 6: uno di quei classici giocatori che non noti. Svolge il compitino per tutta la stagione, a volte bene, a volte male. Conclude l’anno in crescendo dopo essere stato l’anello debole del grifone per buona parte del girone di andata.

Iago Falque voto 9: tredici gol. Potremmo concluderla così la spiegazione del voto. Vera sorpresa di questa squadra, arrivato dal Rayo Vallecano come un perfetto sconosciuto (se non per i più attenti) e con alle spalle alcuni anni da promessa nelle giovanili della Juventus. Fatica nella primissima parte di stagione, salvo poi esplodere e non fermarsi più. Veloce e freddissimo sottoporta. Si toglie lo sfizio di segnare anche nel derby. Il vero colpaccio sarà trattenerlo.

Kucka voto 6.5: pian pianino Kucka sta tornando ai livelli che lo hanno fatto conoscere. Girone d’andata difficile tra infortuni e panchina, nel ritorno diventa l’uomo in più per questo Genoa, vuoi per la duttilità tattica, vuoi per le capacità di inserimento. Vince l’applausometro per il boato dell’anno dopo il gol rifilato all’Inter a tempo scaduto. Certezza da cui ripartire.

Laxalt voto 5.5: arrivato un po’ a caso alla corte di Gasperini riesce a ritagliarsi pochissimo spazio e non impressiona mai. Le qualità ci sono, ma resta un oggetto misterioso.

Mandragora voto 7: voto speciale per questo ragazzo classe 1997. Gasperini lo spedisce in campo titolare a sorpresa contro la Juventus, lui, appena 18enne, sfodera una prova da veterano ed esce tra gli applausi. Da lì in poi collezionerà altre 4 presenze. Futuro assicurato.

Perotti voto 9: il coro “Diego, Diego” la Genova rossoblù lo ha riservato a pochi. Ma questo ragazzo se lo è conquistato da subito con prestazioni al limite del sovrumano. Da tempo a Genova non si vedeva un giocatore così abile nel saltare l’uomo, ma l’argentino non si ferma a questo. Visione di gioco da top player, buona freddezza sottoporta, quattro i gol messi a segno in stagione. Nel momento di massimo splendore si ferma per un brutto infortunio, ma i compagni non lo fanno rimpiangere portandolo virtualmente in Europa League. Un grande colpo della dirigenza. Prezzo di mercato schizzato alle stelle, anche qui il colpaccio sarebbe trattenerlo.

Rincon voto 7.5: un altro di quei giocatori arrivati in estate a fari spenti. Si diceva, lunga carriera nell’Amburgo, ma 0 gol. E chissenefrega aggiungiamo noi. Non segna neanche al Genoa, ma è sempre uno dei migliori in campo. Passo lento, ottimi piedi e un ruba palloni eccellente. Altra intuizione della dirigenza rossoblù. E lui resta.

Tino Costa voto 6.5: solo gli infortuni hanno frenato un giocatore che di qualità ed esperienza ne ha da vendere. Entra nel tabellino della sfida con il Torino per una doppietta, sei presenze sono poche, poche ma buone.

Borriello voto 6: 6 stiracchiato. Arriva a gennaio per non far rimpiangere Matri e Pinilla, ma il ruolo di bomber ormai non gli si addice più (se non altro in campo). Troppi infortuni, sempre fuori forma, saranno 8 le presenze, 0 i gol. 6 per l’impegno, ma c’è davvero poco altro. Come in amore, le minestre riscaldate difficilmente piacciono.

Lestienne voto 5: fa specie pensare che in estate si parlasse molto più di lui che di Perotti e Iago Falque. Arrivato con ottime referenze e con l’occhio interessato della Roma, il belga non ha mai convinto, inanellando brutte prestazioni in serie. Perfino nel girone di ritorno, quando anche un Bergdich qualunque riusciva a fare un’ottima figura, l’ex Bruges non decolla. Si riscatta con un gol nella pazza Genoa-Inter 3-2, ma diciamocelo, lo avrebbe fatto anche un bambino.

Niang voto 7.5: via Matri e Pinilla, arriva Niang. Ottimo giocatore, ma non segna. Recitavano così i soliti mugugni da bar. E invece… Niang sorprende tutti, Galliani in primis. 19 presenze, 5 gol dimostrandosi un terminale offensivo perfetto per il velocissimo tridente di Gasperini. Si ferma anche lui per infortunio nell’ultima parte di stagione. Scommessa vinta.

Pavoletti voto 8: avete mai visto una quinta punta fare sette gol? No? Eccola. Arrivato nei classici scambi di gennaio che poche volte hanno un senso, l’ex Sassuolo sfrutta al meglio le poche occasioni avute e nel finale di stagione segna più gol di tutti. Media minutaggio/gol fatti da record, con 7 reti in 19 presenze. Splendido il gol contro l’Inter. Merita la conferma. Come minimo

Gasperini voto 9: e ancora una volta il Gasperson ha tramutato un insieme di giocatori in un gruppo. Dopo lo sfogo di Genoa-Empoli 1-1 (il famoso gol di mano di Tonelli) sembrava essersi incrinato qualcosa e invece è andato tutto al contrario. I tifosi (quelli veri) si sono stretti intorno a squadra e allenatore e il tecnico di Grugliasco li ha premiati con prestazioni che hanno ricordato il Genoa bello e divertente dei vari Thiago Motta, Milito e compagnia bella. Anzi, questo di Grifone a tratti è parso più cinico, soprattutto in trasferta. Il rinnovo fa capire che il punto di fermo di questa squadra è lui. A lui, come sempre, il compito di ripartire con una squadra che rischia di essere smantellata per l’ennesima volta. Meno male che c’è il Gasp

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