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Inter-Genoa, Frey: «Giochiamo come se fosse una finale»

Il Grifone cerca punti importanti in chiave salvezza e il portiere rossoblù carica la squadra in vista della sfida a San Siro contro i nerazzurri nel nuovo allenatore Stramaccioni

Sebastien Frey non è solo uno dei migliori portieri del campionato ma è anche il volto riflessivo del Genoa. Pacato, determinato, rassicurante. E se è lui a dire che da domenica «tutte le partite per noi saranno come finali» c'é davvero da dargli retta.

A partire dall'atteggiamento che il Genoa dovrà avere con l'Inter domenica a Milano, una partita che il Grifone dovrà giocare in ripartenza. «I ritmi d'ora in poi saranno alti, ci stiamo preparando per questo» ha detto il portiere francese commentando la partitella al campo di allenamento di Pegli, risultata particolarmente combattuta. Ma è un commento che ben si adatta anche alla partita di domenica. «Loro vorranno vincere e noi dovremo giocarcela» ha detto Frey.

Per il portiere rossoblu però, l'arrivo di Stramaccioni al posto del dimissionato Ranieri sulla panchina nerazzurra, «non cambierà il volto dell'Inter. Certo, la società ha voluto dare un segno, spetterà ai giocatori coglierlo».

Nel pomeriggio, a Pegli, Marino ha provato un inedito 4-3-3 con Jorquera avanzato a sinistra, Palacio a destra e Gilardino offensivo centrale, oltre al più tradizionale 4-3-1-2 con Belluschi dietro le punte.

La partitella in famiglia è stata particolarmente combattuta mentre a parte hanno lavorato Granqvist, Antonelli e Kucka.

Applausi e tifo dei tifosi ma anche striscioni sugli spalti: "io un estremo sostegno, tu dimostra d'esser degno», recitava uno di questi. Così ha commentato Frey: «uno striscione del genere ci dà uno stimolo in più e ci fa sapere che i tifosi sono con noi e ci vogliono combattivi. Restano nove partite da giocare - ha concluso l'estremo difensore genoano -. Dobbiamo raggiungere i punti salvezza e per questo ogni nostra partita d'ora in poi la giocheremo come se fosse una finale. Di questo dobbiamo essere tutti consapevoli».
(ANSA)

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