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Tris del Cus Genova in Azzurro agli Europei U23 di atletica: nuovo record ligure per Berrino

Davide Costa nel Martello, Chiara Smeraldo nel triplo e nel lungo e, infine, Riccardo Berrino nei 400 hs hanno ben figurato in Finlandia

Erano tre gli atleti che grazie a questa stagione con il Cus Genova sono stati convocati in Azzurro ai Campionati Europei U23 di Espoo, in Finlandia: Davide Costa nel Martello, Chiara Smeraldo nel triplo e nel lungo e, infine, Riccardo Berrino nei 400 hs.

Su tutti Riccardo Berrino, capace di approdare fino alle semifinali dei 400 hs nonché di superarsi stabilendo il nuovo record regionale con 51"14. Allenato da Ezio Madonia, l’ostacolista biancorosso ha saputo migliorare più volte il limite ligure negli ultimi mesi. Chiara Smeraldo si è battuta con coraggio nelle eliminatorie del triplo, uscendo come tredicesima, e quindi come la prima tra le escluse nonostante una misura di 12.95.

L'atleta biancorossa, allenata da Paolo Smeraldo, ha poi preso parte alla gara del lungo facendo registrare una misura di 6.10 e fermandosi alla fase eliminatoria. Un pizzico di amarezza per Davide Costa, che nel martello ha lanciato a 66.43 e si è fermato alla fase eliminatoria, primo tra gli esclusi. Per il martellista, allenato da Valter Superina e appena approdato al Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, una prova che arricchisce un curriculum agonistico di per sé già prestigioso e che gli permette di migliorare di tre posizioni visto il suo accredito di ingresso, che era il sedicesimo.

Queste le parole di Riccardo Berrino: "Per quanto riguarda la semifinale diciamo che fino all’ultimo non sapevamo se sarei stato ripescato, ma alla fine sono stato l’ultimo di essi. Come tempo ero abbastanza contento, mi ero riconfermato. L’unica cosa è che non ero riuscito a fare era la ritmica che mi permetteva di fare un tempo più basso, cioè tenere i quindici appoggi fino in fondo e non cambiare in sedici. Ho fatto un primo passaggio veloce rispetto alle ultime gare, poi ho cambiato in sedici e non mi ha fatto rallentare la stanchezza, bensì il fatto che non ho introdotto la ritmica giusta. Sono però riuscito a farlo in semifinale, vuoi per la carica nelle gambe vuoi per la carica psicologica, ma ho fatto tutto in quindici attaccando gli ostacoli con la gamba buona. È uscito un tempo buono ma forse quest’anno potrei riuscire ad andare sotto i 51 secondi. Serve tanta esperienza per questa specialità, più gare faccio meglio è, questo è stato un altro step ma il mio allenatore Ezio mi dice che è stato sintomo che nelle gambe e nella testa succedono le cose giuste al momento giusto. In semifinale è successo e ho fatto il PB. Giusto così, va bene, ora cavalchiamo l’onda della condizione e farò ancora qualche gara per vedere se riesco a limare ancora qualcosa. Se vado sotto i 51 sono veramente felice".

Questo il commento di Chiara Smeraldo: "A questi Campionati Europei sono arrivata con un pochino di calo di condizione, causata da tanti impegni che ho avuto in questa stagione all’aperto tra maggio e luglio. Quindi diciamo che sono soddisfatta perché sono riuscita a fare il massimo che il mio corpo poteva darmi. Le prestazioni e le misure sono non eccellenti ma comunque buone, quindi sono nel complesso abbastanza soddisfatta. C’è un po’ di rammarico nel salto triplo perché sono stata la prima delle escluse, a quattro centimetri dalla finale. Sicuramente ho un controllo e un’esperienza differenti visto che pratico questa disciplina da cinque mesi. Nel salto in lungo mi sono difesa ma le lunghiste saltavano fortissimo, quindi dovevo fare il personale per andare in finale. Nel complesso sono soddisfatta, la mia esperienza è stata buona ma non certo ottima, anche se essere presente era l’obiettivo dell’anno. Gareggiare con persone che sono già state alle Olimpiadi, confrontarsi con un panorama di qualifiche e possibili finali, gestire tre salti anziché sei è sempre una bella soddisfazione. È stato molto bello come esperienza e apprendimento per il futuro. Sono comunque contenta, anche se poteva andare meglio".

Queste le parole di Davide Costa: "È stata una gara che è partita bene perché volevo farla iniziando con un lancio tranquillo per non scagionare i fatidici tre nulli che possono sempre essere dietro la porta. Poi mi sono migliorato, facendo 66.43. Sinceramente c’erano delle condizioni un po’ strane, non mi era mai capitato di gareggiare in quelle condizioni. C’era fresco e piovigginava un po’, soprattutto durante l’ultimo lancio. Mi sono un po’ distratto probabilmente, l’ultimo lancio non è andato bene. Potevo fare meglio, la finale a dirla tutta era alla mia portata. Sono stato il primo escluso, per 80 cm, che nel martello sono pochi. Mi sono comunque divertito un sacco, in Nazionale è sempre bello partecipare perché ci sono campioni. Mi sono fatto amici nuovo e ho rivisto amici dei Mondiali del 2021, e questo vuol dire che sto cavalcando l’onda azzurra. Peccato per questa gara perché mi ci sarei voluto confrontare con i 12 migliori d’Europa, rimango tredicesimo che comunque è un buon risultato perché avevo il sedicesimo accredito, che ho migliorato di tre posizioni. Ma quando sei lì vuoi qualcosa in più e la finale era il mio obiettivo, che non è arrivato. Ci sono tante cose su cui lavorare con Valter, soprattutto come energia, sono arrivato n po’ stanco a questa gara quasi a metà luglio. Ora ricarichiamo le energie per gli Italiani, l’ultimo grande obiettivo di questa stagione. Cercherò di onorare la mia presenza e fare sempre meglio".

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