Coronavirus: non solo Samp e Genoa, ecco le decisioni per lo sport ligure

Non solo la Serie A, l'emergenza coronavirus ha serie ripercussioni anche sul mondo dello sport ligure, ecco le attività permesse

Non solo Samp e Genoa. Il coronavirus rischia di fermare l'intero sport ligure con effetti immediati su tutta l'attività, ma cerchiamo di fare chiarezza su quanto deciso dall'ordinanza numero 1/2020. Domenica 23 febbraio la bozza dell'ordinanza presenteva una voce che imponeva la “sospensione di tutte le attività ludiche e sportive dalle 00.00 di lunedì 24 febbraio alle 24.00 di domenica 1 marzo”.

Poche ore dopo il testo muta e nell'ordinanza ufficiale non compare più questo frase, sostituita dalla disposizione di “sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico, di qualsiasi natura”, ergo, la possibilità di fare attività sportiva privata, ad esempio in palestre o piscine, salvo diverse ordinanze comunali, e gli allenamenti privati e o di società sportive a patto che non siano inserite all'interno di una manifestazione aperta al pubblico.

Questa modifica è stata poi ribadita dall'Assessore Regionale Ilaria Cavo con una precisazione sulla propria pagina «Una precisazione per il mondo dello sport ligure. L'ordinanza di Regione Liguria di prevenzione sul Coronavirus non vieta le attività ludico sportive. Sospende le manifestazioni pubbliche e aperte al pubblico di qualunque natura: gli allenamenti, le attività sportive potranno continuare ma dovranno fermarsi per questa settimana gli eventi sportivi che richiamino pubblico all'interno di un impianto sportivo. Si vuole evitare la concentrazione del pubblico non la pratica dello sport». Pertanto è arrivata puntuale la decisione della Figc ligure «Preso atto dell’Ordinanza numero 1/2020 del 23.02.2020 del Presidente della Giunta Regionale con la quale viene disposta, tra le altre, “la sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico, di qualsiasi natura” fino alle ore 24.00 del 01 marzo 2020 su tutto il territorio regionale, ed in ottemperanza alla stessa, si dispone la sospensione di tutta l’attività ufficiale organizzata dal Comitato Regionale Liguria e dalle Delegazioni Provinciali e Distrettuale, ivi compresi i raduni di selezione delle Rappresentative, dalla data odierna a tutta la giornata di domenica 01 marzo 2020. Con il prossimo Comunicato Ufficiale verranno emanate le disposizioni in merito alle modalità dei recuperi delle giornate di Campionato».

«In Liguria – è reintervenuta sul proprio profilo Facebook l'assessore Ilaria Cavo - il prossimo weekend non si disputerà nessuna gara di nuoto di ogni livello e nessuna partita di calcio dilettantistico e di settore giovanile, neppure a porte chiuse. Me l’hanno appena comunicato Paolo Barelli, presidente della Federazione nazionale nuoto e Giulio Ivaldi, presidente della Figc regionale. Le disposizioni dell’ordinanza di Regione Liguria vieta ogni tipo di manifestazione anche sportiva alla presenza di pubblico. Le decisioni di queste due federazioni evitano la disputa di gare a porte chiuse».

Per quanto concerne gli allenamenti privati resta alla singola società la decisione, con l'intero panorama ligure diviso in due, tra chi ha deciso di sospendere tutta l'attività fino al primo marzo, chi invece la permetterà solo agli adulti e chi invece proseguirà l'attività senza allarmismi.

Discorso diverso invece per gli enti di promozione sportiva che, nonostante non abbiano tifoserie o non raccolgano considerevoli quantità di pubblico, sono di fatto equiparate ad eventi sportivi aperti al pubblico e per questo sostanzialmente impraticabili fino al primo marzo, salvo svolgere l'attività a porte chiuse.

A chiusura del cerchio la Regione Liguria ha emanato una nota esplicativa all'Ordinanza in merito alla sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico di qualsiasi natura:

- è consentita l'ordinaria attività sportiva, purché non acquisti i connotati delle manifestazioni pubbliche (tornei, eventi, gare con presenza del pubblico) ovvero è consentita la gestione degli impianti sportivi pubblici e privati riservandone l'utilizzo alle attività che dovranno però essere svolte a “porte chiuse” senza presenza di persone non impegnate direttamente nelle attività sportive.

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