Giovedì, 23 Settembre 2021
Costume e società

Vaccino covid: come facciamo a sapere quando sarà il nostro turno e come saremo contattati

Cosa sappiamo finora delle modalità di somministrazione del vaccino: le fasce che hanno la priorità e cosa succederà dopo

Una delle domande che più vengono poste, in relazione ai vaccini contro il covid-19, è "Quando potrò farlo anche io? Come posso sapere quando sarà il mio turno? Quando toccherà a me?".

Cerchiamo di fare chiarezza, elencando le categorie prioritarie che sono e verranno sottoposte via via alla vaccinazione, e cercando di capire cosa succederà in seguito. Quel che è sicuro è che la situazione è in continua evoluzione e che le previsioni potrebbero variare in base alla pandemia e alla disponibilità di vaccini.

Le categorie prioritarie

Le categorie prioritarie nelle fasi iniziali sono elencate sul sito del Ministero della Salute, e sono:

  • Operatori sanitari e sociosanitari. Gli operatori sanitari e sociosanitari “in prima linea”, sia pubblici che privati accreditati, hanno un rischio più elevato di essere esposti all'infezione da COVID-19 e di trasmetterla a pazienti suscettibili e vulnerabili in contesti sanitari e sociali. Inoltre, e? riconosciuto che la vaccinazione degli operatori sanitari e sociosanitari in prima linea aiuterà a mantenere la resilienza del servizio sanitario. 
     
  • Residenti e personale dei presidi residenziali per anziani. Un'elevata percentuale di residenze sanitarie assistenziali (RSA) e? stata gravemente colpita dal COVID-19. I residenti di tali strutture sono ad alto rischio di malattia grave, a causa dell’eta? avanzata, la presenza di molteplici comorbidità e la necessita? di assistenza per alimentarsi e per le altre attività quotidiane. ù
     
  • Persone di età avanzata. Un programma vaccinale basato sull’età è generalmente più facile da attuare e consente di ottenere una maggiore copertura vaccinale. E? anche evidente che un programma basato sull'eta? aumenti la copertura anche nelle persone con fattori di rischio clinici, visto che la prevalenza di comorbidita? e disabilità aumenta con l'eta?. Pertanto, considerata l’elevata probabilità di sviluppare una malattia grave e il conseguente ricorso a ricoveri in terapia intensiva o sub-intensiva, questo gruppo di popolazione rappresenta una priorita? per la vaccinazione. 

Come verranno contattate queste persone

Nella prima fase, la vaccinazione sarà riservata ai professionisti sanitari, al personale sanitario e sociosanitario di ospedali e servizi territoriali nonché agli ospiti e al personale dei presidi residenziali per anziani. Tali categorie saranno contattate con chiamata attiva.

E poi?

La campagna di vaccinazione - spiega sempre il sito del Ministero della Salute - proseguirà a fasi che dipenderanno dalla quantità di vaccini disponibili, dalle indicazioni delle autorizzazioni EMA (European Medicines Agency) per ogni nuovo vaccino e, in ogni caso, riguarderanno nell’ordine le classi di popolazione indicate nel Piano Strategico Vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19.

Le indicazioni potranno essere aggiornate in base all’evolversi della pandemia e delle conoscenze provenienti dalla ricerca scientifica e della disponibilità di vaccini.

Al momento queste sono le categorie individuate:

  • personale sanitario e sociosanitario
  • ospiti e personale dei presidi residenziali per anziani
  • persone che hanno dagli 80 anni in su
  • persone che hanno dai 60 ai 79 anni
  • persone di ogni età che soffrono di più di una patologia cronica pregressa, immunodeficienze e/o disabilità.

Sistema informativo in fase di predisposizione

Per la realizzazione delle attività del piano - si legge sempre sul sito del Ministero - si sta predisponendo un sistema informativo efficiente ed interfacciabile con i diversi sistemi regionali e nazionali, per poter ottimizzare tutti i processi organizzativi e gestionali a partire dalle forniture, fino alla programmazione e gestione delle sedute vaccinali.

Inoltre, dovranno essere garantite funzionalità omogenee su tutto il territorio nazionale, in particolare relativamente al sistema di chiamata attiva/prenotazione, alla registrazione e certificazione della vaccinazione, al sistema di recall, al calcolo puntuale (real time) delle coperture vaccinali e all'integrazione con i sistemi regionali e nazionali di vaccinovigilanza e sorveglianza epidemiologica. Sarà quindi necessario implementare le risorse informative di cui dispone attualmente il sistema sanitario nazionale, anche attraverso la predisposizione di nuove piattaforme progettate ad hoc.

In particolare, gli elementi necessari da integrare riguardano le modalità di gestione della relazione con i cittadini dal momento della chiamata attiva/prenotazione fino alla fase di somministrazione e sorveglianza, nonché il supporto alla catena logistica nella distribuzione dall’hub nazionale fino ai punti di somministrazione, con la tracciabilità e gestione in tempo reale della merce durante le singole fasi. Verrà infine implementata una piattaforma di reporting capace di tracciare e rendicontare tutte le attività che verranno realizzate.

Come faremo a capire quando sarà il nostro turno? Chi dovremo contattare?

Per chi non rientra nelle categorie sottoposte a vaccinazione già adesso, e che, come scritto sopra, vengono contattate con chiamata attiva, si seguirà comunque un ordine che dovrà essere chiarito dal Ministero della Salute in coordinamento con il commissario straordinario Domenico Arcuri. Probabilmente, dopo le fasce già elencate toccherà a personale scolastico, lavoratori dei servizi essenziali, e così via. Ma è tutto ancora in evoluzione e ulteriori informazioni verranno date con più precisione nei prossimi mesi, a seconda dell'andamento della campagna vaccinale.

Una volta deciso l'ordine, spetterà con tutta probabilità alle singole Asl avvisare i cittadini che potranno recarsi poi in uno dei punti predisposti. Potrebbero essere inoltre coinvolti, come già annunciato, anche i medici di famiglia. Ma non è ancora stato chiarito ufficialmente con quale modalità i cittadini verranno avvisati, o chi dovranno chiamare.

In ogni caso, si stima che la popolazione rimasta esclusa dalle fasi che avranno avuto la precedenza (tra cui giovani non affetti da particolari patologie, lavoratori non impiegati in attività essenziali, e così via) verrà vaccinata presumibilmente tra l'autunno e la fine del 2021. Se tutto andrà bene.

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