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Costume e società

Torre Scola, la fortezza solitaria nelle acque del Golfo dei Poeti

È lì da più di cinquecento anni, su uno scoglio, con la sua forma pentagonale e le sue mura spesse quattro metri, ultimo baluardo delle postazioni difensive dell’Isola Palmaria

Nel blu, tra le acque che bagnano Porto Venere, si può scorgere un’elegante fortezza solitaria. È Torre Scola, o Torre di San Giovanni Battista, e si trova a pochi metri dall’Isola Palmaria.

È lì da più di cinquecento anni, su uno scoglio, con la sua forma pentagonale e le sue mura spesse quattro metri. Fu costruita tra il Cinquecento e il Seicento per proteggere dagli assalti dei Saraceni le coste della Repubblica marinara di Genova, per circa 50 mila lire genovesi – una cifra importante per l’epoca. Ospitava una decina di soldati e otto cannoni e controllava la Palmaria, la baia dell’Olivo di Porto Venere e la sponda orientale del golfo sino a Lerici.  

Fu abbandonata al suo destino nel corso dell’Ottocento, isolata in mezzo al mare, dopo essere stata sventrata dalle cannonate degli scontri tra i francesi di Napoleone e la flotta inglese. Non venne più presa in considerazione fino al 1915, anno in cui si trasformò in faro. Negli anni ’70 fu protagonista di un restauro. Oggi è diventata meta turistica e rappresenta l’ultimo baluardo delle postazioni difensive dell’Isola Palmaria, insieme al Castello Umberto I, ai forti Cavour e alla Batteria Semaforo.

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