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La cattedrale di San Lorenzo e le antiche storie dei "furbetti" del diritto d'asilo

Nella chiesa si rifugiava chi aveva bisogno del diritto d'asilo, ma anche qualche malvivente che ne approfittava come "O Serronetto"

Quasi tutti conoscono il "diritto d'asilo" della Chiesa, diffuso soprattutto nel Medioevo: parrocchie e cattedrali diventavano un rifugio quasi invalicabile per le forze dell'ordine, a tutela dei poveri e dei perseguitati. Un modo per la Chiesa di onorare il valore della "charitas" cristiana, ma anche di affermare la sua autorità sullo Stato. 

Non mancavano però i malviventi che approfittavano del diritto d'asilo, e sceglievano le chiese come vere e proprie "basi" per rifugiarsi dopo aver compiuto le loro malefatte.

A Genova si racconta che un caso particolarmente eclatante avvenne nel '700: "O Serronetto" era un delinquente genovese che aveva scelto la cattedrale di San Lorenzo come rifugio: usciva, ne approfittava per combinare qualche "mascalzonata", e poi rientrava di filato in chiesa per evitare l'arresto.

Se ne trova traccia in una nota ufficiale del 1729: "O Serronetto" prima aveva liberato un uomo che era stato arrestato, e dopo, non contento, aveva preso a sassate i gendarmi. Le sue bravate lo portarono ad essere ricercato e, dopo numerosi tentativi, lo acciuffarono finalmente fuori dalla cattedrale. "O Serronetto" venne arrestato ma riuscì a scappare e a nascondersi. Dove? Naturalmente in un'altra chiesa.

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