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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Costume e società

Curiosità: piazza Corvetto e lo 'sfottò' rivolto alle statue di Mazzini e Vittorio Emanuele II

La presa in giro non nasce per caso: i genovesi non hanno mai amato Vittorio Emanuele II

Chi transita quotidianamente in piazza Corvetto è abituato a vedere le statue di Giuseppe Mazzini e quella equestre di Vittorio Emanuele II. Ma tanti genovesi, da generazioni, prendono in giro quelle due statue con un curioso (e decisamente poco fine) accostamento.

Come racconta Giampiero Orselli in "Genova, strade misteriose" Mazzini tiene un fascio di fogli in mano con aria sofferente, mentre il secondo gli porge il cappello. Secondo i maldicenti - uno 'sfottò' che passa da decenni di bocca in bocca - sembra proprio che Mazzini abbia bisogno di correre in bagno e che il re gli fornisca il cappello per... i bisogni.

Certo, la presa in giro è decisamente un po' scurrile, e il re non fa certo una bella figura soprattutto se si pensa alla fine del suo cappello. Ma è una scenetta che non nasce per caso: Vittorio Emanuele II non era particolarmente apprezzato dai genovesi. Fu infatti quel sovrano a ordinare la repressione dei moti di Genova del 1849, e sebbene sotto la statua ci sia la dedica "I genovesi al re Vittorio Emanuele II", l'opera nel tempo è stata oggetto di polemiche e contestazioni. Infatti proprio a Vittorio Emanuele II è attribuita una frase che parla dei genovesi come di una "vile e infetta razza di canaglie", scritta in una lettera nell'aprile 1849, nei giorni della repressione armata che portò all'uccisione di molti cittadini ad opera dei soldati del generale Alfonso La Marmora. 

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