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«Il mio nome è Nessuno»

Lettera aperta a tutte le istituzioni, ai mezzi di comunicazioni e ai cittadini. Il mio nome è Nessuno.

Il mio... Anzi il nostro nome è Nessuno. Eppure ogni giorno ci vedete ed ogni giorno vi serviamo. Siamo vestiti di un colore sgargiante e facciamo anche tanto rumore quando passiamo, ma purtroppo nessuno sa chi siamo esattamente. Non si parla di noi, ma lavoriamo continuamente con coloro che in questo momento tragico del nostro paese ringraziate giornalmente ( e giustamente) per il loro lavoro straordinario : medici , infermieri, volontari, vigili del fuoco e forze dell'ordine.

Noi siamo gli autisti soccorritori professionali di ambulanze, cioè coloro che lo fanno per professione. Siamo sempre presenti in ogni giorno dell'anno, in ogni ora del giorno, in qualsiasi condizione meteorologica ed in ogni emergenza in cui siamo richiesti. Per noi non è soltanto una scelta, ma un dovere. Durante quest'ultima emergenza nazionale, Coronavirus Covid-19, noi come sempre siamo al nostro posto, dietro il volante di una ambulanza e a soccorrere chi ha bisogno, in primissima linea.

Tanti di noi si sono ammalati e purtroppo qualche collega ha perso la vita per aver contratto il virus. Non siamo poi cosi tanto diversi da ciascuno dei professionisti dell'emergenza che in questo periodo storico stanno combattendo giornalmente per la salvaguardia della popolazione e del paese intero. Siamo i primi a soccorrere ed entrare in contatto con qualsiasi paziente, che solo successivamente al nostro intervento viene consegnato ai rispettivi Pronto Soccorso e preso in carico dagli infermieri e medici per le rispettive cure.

In questo scenario, il 9 marzo 2020 viene emanato il DL n.14 che all'art.6 recita:" Per fare fronte all'emergenza epidemiologica da Covid-19, per il periodo emergenziale, come stabilito dalla delibera del Consiglio dei ministri del 31/1/2020, non si applica il regime di incompatibilità di cui all'art 17, comma 5, del decreto legislativo 3/7/2017, N 117. " ......cioè toglie "l'incompatibilità" nel contratto del lavoratore, che una volta impediva ai dipendenti di una associazione ( Pubblica Assistenza) di poter svolgere attività di volontariato all'interno della stessa associazione. Questo si è reso necessario per supplire alla mancanza del numero di forze in campo, anche perchè il volontario ha la facoltà di scelta di partecipare o meno alle operazioni di emergenza.

Noi autisti soccorritori professionali non siamo nè eroi nè cerchiamo ringraziamenti. Per lo Stato Italiano non esistiamo. Per il Sistema Sanitario Nazionale non esistiamo. Per i recenti decreti del governo, riguardo ai tamponi ai sanitari ( Ipotesi di farlo a "tappeto") noi non saremmo compresi. Lo Stato riconosce solo il volontariato e ogni Regione fa da se riguardo a contratti ed inquadramento. Non esiste un contratto nazionale della categoria ed è abbastanza frustrante che non esista ancora una figura professionali dell'Autista Soccorritore a livello nazionale.

Noi tutti , colleghi fraterni, ci auguriamo che alla fine di questa pandemia ed a questa emergenza nazionale, tutti i cittadini, che noi serviamo in ogni circostanza, ci aiutino a fare valere i nostri diritti ricercati ormai da più di venti anni, per fornire un servizio sempre più professionale ed osservare un diritto fondamentale della costituzione italiana. Chiediamo alle istituzioni di farsi carico di questa nostra richiesta e far si che la figura dell'autista soccorritore professionale divenga una realtà ormai richiesta da troppo tempo. Grazie ed arrivederci come ogni giorno. W.A. (Autista Soccorritore Ligure)

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