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Dal Comitato per gli Immigrati: Clara, una di noi Donne indifese

Comunicato stampa – Dal Comitato per gli Immigrati: Clara, una di noi Donne indifese. Uccisa perché le autorità giudiziarie a Genova non le hanno dato ascolto - Appello: scriveteci se siete vittime di abusi, vi aiuteremo - Si fa avanti il “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione” sul caso di Clara Ceccarelli, vittima di femminicidio, uccisa dal suo ex compagno Renato Scapusi con 115 coltellate. «Non si può rimanere in silenzio davanti ad un fatto tanto grave» – interviene Aleksandra Matikj, presidentessa del Comitato - «Clara aveva già presentato la denuncia alle autorità giudiziarie di Genova e ciò nonostante l’hanno lasciata sola. Sono in pratica responsabili per la sua morte. Oggi sono arrabbiata e mi sento ferita perché nella nostra provincia si è consumata l’ennesima violenza su una Donna indifesa senza una valida e concreta azione cautelativa da parte di chi avrebbe dovuto tutelarla: sarebbe bastato questo per salvarle la vita. Invece Clara è morta dopo un lento dissanguamento, massacrata, ha sofferto tantissimo. Eppure lei nella sua denuncia aveva nominato Renato, la sua querela è stata archiviata in Procura di Genova con a capo il procuratore capo Francesco Cozzi. Quanto può essere grande l’angoscia e la rassegnazione di una Donna davanti a questo fatto da spingerla addirittura a pagarsi in anticipo i funerali? Perché sapeva già che di lì a breve sarebbe morta. È una vergogna. Clara non è l’unica vittima a Genova, siamo in tante… A tal proposito mi unisco alle parole di Padre Pierluigi De Giacomi che ha precisato come: “Non è stata protetta questa Donna… non siamo stati capaci di aiutarla, questa è la grande deficienza che abbiamo noi uomini e Cristiani, diamo per scontato le cose, abbiamo tanta fiducia nelle forze dell’ordine…” Quello che oggi possiamo fare è lanciare un Appello, quello di contattarci via mail a comitato.no.discriminazione@gmail.com nel caso si subisse una situazione del genere. Dovessero arrivarci diverse lamentele per gli abusi subiti nonostante le denunce già presentate, non esiteremo anche a chiedere una class action a chi di competenza. Una Procura dovrebbe tutelarci, un Tribunale anche. Lo Stato ci deve difendere. Noi ci siamo per tutte le Donne che si possono sentire non ascoltate, esposte al pericolo e lasciate da parte nella loro esasperazione. Se vivete degli abusi scriveteci, vi risponderò personalmente.» (Nella foto, Clara)

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