Curiosità: la strana scultura della "testa del boia" in via del Molo

Per alcuni rappresenta il boia, per altri le teste mozzate. Per altri invece è semplicemente il dio Giano, uno dei protettori della città

Chi passa per la Sopraelevata tutti i giorni può notare un particolare alquanto bizzarro: all'ultimo piano di una casa in via del Molo (quella che da piazza Cavour conduce al Porto Antico, per rendere l'idea), poco prima che inizi il tetto, in un angolo è scolpito un viso nella pietra.

Una curiosità inquietante: la facciata non riporta altre decorazioni particolari, dunque a chi appartiene quel volto?

Non c'è una spiegazione certa, ma si dice che la scultura sia collegata alle esecuzioni capitali che in antichità avvenivano proprio sul molo: potrebbe dunque essere la testa del boia, o anche - per lanciare un messaggio più macabro ai delinquenti - la rappresentazione delle teste tagliate. Insomma, un modo come un altro per dire "comportatevi bene, altrimenti questo è quel che vi aspetta". D'altronde a Genova in antichità pare che si ricorresse spesso a questi mezzi per scoraggiare i malviventi: leggende narrano che a Porta Soprana venissero appese addirittura le teste di ladri e assassini.

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Per altri, invece, nulla c'entrerebbe con la morte: sarebbe semplicemente la testa di Giano, uno degli dei romani protettori di Genova da cui - secondo alcune teorie - arriverebbe addirittura il nome della città.

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