Dialetto curioso: cosa fa chi «pesta l'aegua in to mortä»?

Cosa si ricava quando si pesta l'acqua? Proprio niente. E dunque stare a pestare l'acqua nel mortaio non solo è inutile, ma è una vera e propria perdita di tempo

Tra i proverbi tipici di Genova ce n'è uno che rispecchia davvero molto la tradizione gastronomica territoriale. In dialetto l'espressione è «pestà l'aegua in to mortä», cioè, letteralmente, «pestare l'acqua nel mortaio». Nello stesso mortaio in cui ovviamente si fa il pesto, eccellenza della Superba, tanto per sottolineare il fatto che un proverbio più genovese di così è difficile trovarlo.

Ma lasciamo perdere per un istante l'amato condimento ligure: cosa vuol dire pestare l'acqua nel mortaio? E cosa succede a chi lo fa?

Il significato di questo proverbio si può indovinare facilmente: nel mortaio si pesta il basilico per fare il pesto, le noci per fare la salsa, e tanti altri ingredienti. Ma cosa si ricava quando si pesta l'acqua? Proprio niente. E dunque stare a pestare l'acqua nel mortaio non solo è inutile, ma è una vera e propria perdita di tempo.

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È proprio questo il significato di questo modo di dire: chi pesta l'acqua nel mortaio, perde tempo fossilizzandosi su una cosa che tanto non può essere cambiata.

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