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Palazzo Ducale, tra storia e curiosità

Un po' di storia e di curiosità su Palazzo Ducale, uno dei simboli della nostra città. Imponente e maestoso, rappresenta il fulcro culturale genovese e accoglie mostre ed eventi

Dal 1339 residenza dei Dogi, oggi sede d’eccellenza di grandi eventi e attività prestigiose. Stiamo parlando di Palazzo Ducale, uno dei più importanti palazzi e simboli della nostra città. 

La sua costruzione fu avviata nel 1298 quando Genova afferma la propria potenza economica in tutto il Mediterraneo e nel nuovo edificio venne inglobato anche l’attiguo Palazzo Fieschi, acquistato dalla Repubblica nel 1294; parte della costruzione medievale è ancora visibile e ad essa appartiene anche la “Torre del Popolo”, detta anche la Grimaldina.

Nel corso dei secoli XIV e XV al Palazzo vennero aggiunte nuove costruzioni; nel XVI secolo al Palazzo venne conferita una nuova fisionomia che si ritenne più adeguata di quella medievale ad accogliere ed esaltare la sede della nuova Repubblica Oligarchica; nel 1591 l’architetto ticinese Andrea Ceresola, detto il Vannone, venne incaricato di ricostruire il Palazzo: ne risultò un “complesso monumentale” caratterizzato dal grandioso atrio fiancheggiato da due cortili porticati, dall’ampio scalone, che conduce dall’atrio alle logge del piano nobile, dagli ambienti di rappresentanza e dagli appartamenti del Doge con annessa cappella.

La decorazione degli ambienti era anch’essa funzionale a celebrare le glorie genovesi. Dopo l’incendio del 1777, il Palazzo fu restaurato dal ticinese Simone Cantoni che introdusse nell’edificio elementi neoclassici; oggetto di interventi diversi nel secolo XIX e agli inizi del XX secolo, il Palazzo ha ritrovato l’antico splendore grazie ad una complessa opera di restyling ed è stato aperto alla città nel 1992: con i suoi 300.000 metri cubi ha costituito il più esteso restauro realizzato in Europa.

Fulcro pulsante della vita culturale della città accoglie splendidamente grandi eventi, mostre ed iniziative di qualità, e si anima anche di spazi commerciali e di intrattenimenti.

Un visitatore nel 1818 ne ha parlato così:«Entrando nel cortile ammirasene la bella interna prospettiva formata da due ordini dorico e ionico, con otto colonne in istucco raddoppiate sopra piedistalli di marmo bianco, e una galleria con balaustri di marmo pur bianco a ciascuno. Otto statue parimenti di stucco veggonsi collocate al di sopra di nicchie e, alla corona dell'edifizio, una quantità di trofei in altrettanti gruppo corrispondenti […]. La piazza anteriore, ossia il cortile, è lungo e largo dugento e più palmi. La facciata principale con la porta unica d'ingresso è al mezzogiorno o piuttosto a libeccio rivolta […]. Dal cortile per una maestosa scala a piè della quale sono due piedistalli di marmo ov'erano le statue colossali di Andrea Doria e di Gio Andrea suo nipote per vasta e ferrata porta, nel suo grand'arco e sottosopra tutta di marmi bianca incrostata, entrasi nell'atrio […]».

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