Costume e società

Dialetto curioso: cos'è il "bocon da praevi" e perché si chiama così?

Un modo di dire molto antico e diffuso non solo a Genova ma anche in tutta Italia

Arrosto, alla cacciatora, alla diavola: in quanti modi si può cucinare il pollo? Davvero in tantissimi. Ma, al di là della ricetta, c'è una parte del pollo che notoriamente è la più prelibata: quella che in genovese si chiama il "bocon da praevi".

La traduzione letterale è "boccone dei preti", ed è l'equivalente dell'espressione italiana "boccone del prete". Ma cosa significa? E cosa indica?

Come abbiamo scritto sopra, il "boccone del prete" è la parte considerata più prelibata e tenera (e dunque più pregiata) del pollo, ovvero il sottocoda. Ma in generale l'espressione è utilizzata per indicare le parti più buone di un animale: il boccone del prete ad esempio esiste anche nei pesci, ed è il guanciale, ovvero la carne più vicina agli occhi. Insomma, parti molto piccole ma decisamente prelibate.

Torniamo al significato di questo modo di dire che risale addirittura al medioevo: essendo parti particolarmente pregiate, solo il clero e l'aristocrazia potevano permettersele. Il clero, in particolare, poteva permettersi cibi particolarmente "gourmet", spesso donati dai contadini come segno di rispetto ma anche come pagamento. E dunque ecco qui l'origine dell'espressione: il boccone del prete è quella parte dell'animale molto pregiata e deliziosa che potevano permettersi solo i più ricchi e dunque, il clero. E i preti.

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