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Genova e l'"ordinanza anti-brodo" del '700

Venne varata per difendere la filiera del caffè - che garantiva generose entrate alla città - dalla moda del brodo che stava spopolando

Altro che ordinanze anti-alcol: forse non tutti lo sanno, ma a Genova anticamente venne emesso un provvedimento per vietare il consumo di... brodo.

Proprio così, è successo veramente nel 1708 quando, il 31 luglio, le autorità decretarono il divieto di vendere in città brodo e ogni bevanda calda e fredda. Ad eccezione di vino, caffè e cioccolata.

Ma cerchiamo di capire il motivo di questo buffo provvedimento: agli inizi del '700 in città si diffuse prepotente la moda del brodo, grazie anche all'intraprendenza di alcune botteghe (soprattutto una a Banchi) che seppero far diventare questo piatto di tendenza. Ci fu però una bevanda che patì più di altre questa nuova moda: il caffè, seguito dal vino e dal "cioccolatte", che iniziarono ad essere fortemente trascurati.

Fa sorridere, oggi, pensare che il caffè, il vino e la cioccolata vennero sostituite con il brodo, per di più per seguire una moda.

Occorreva dunque fare qualcosa per salvare la filiera del caffè, anche perché, con il drastico calo di vendite, non avrebbe più potuto far fronte alle imposte che erano molto salate. E dunque, il 31 luglio 1708, le autorità cittadine decretarono, a tutela del caffè (e anche del vino e della cioccolata), di proibire ogni bevanda calda o fredda in vendita in città. Non tanto per salvare una bevanda in particolare, quanto perché l'industria era considerata molto preziosa per l'erario, e dunque da tutelare in tutti i modi.

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