Dai falsi tamponi ai pacchi in giacenza: le nuove truffe del coronavirus

Un breve vademecum con tutte le nuove truffe: conoscerle è importante per non cascarci

Ogni situazione di emergenza ha i suoi "sciacalli", pronti a speculare e a cercare di truffare i cittadini.

E anche con il coronavirus sono state tante le nuove truffe introdotte nella nostra società da malviventi senza scrupoli che non hanno esitato ad approfittare del momento di debolezza e preoccupazione per far leva sui timori delle persone.

Ecco alcune delle truffe riscontrate a Genova e in Liguria: importante conoscerle per non cascarci. Ovviamente chi sospetta di essere vittima di una truffa deve rivolgersi immediatamente alle forze dell'ordine chiamando il numero unico 112.

Truffa del falso tampone

È probabilmente stata la prima truffa e quella che è diventata anche più tristemente famosa dall'inizio dell'emergenza: diffidare assolutamente di telefonate che annunciano l'arrivo di "addetti Asl" incaricati di fare tamponi a tappeto ai residenti. La Asl non ha mai fatto tamponi a domicilio, e non ha mai eseguito controlli a tappeto nelle case.

Falsi sms e mail dall'Inps

È una truffa legata alle difficoltà economiche in cui molti si trovano a causa della pandemia. Arriva sui telefonini delle persone (o sul pc, tramite e-mail) un falso messaggio dell'Inps che chiede di aggiornare i propri dati su un sito. Ma cliccando sul link viene installato sul telefonino un virus che permette ai truffatori di accedere al dispositivo, impossessandosi dei dati sensibili (password, dati delle carte di credito, e altro ancora).

Falsi volantini di "ispezioni per il coronavirus"

Sono stati trovati alcuni falsi manifestini con intestazione del Ministero dell'Interno appesi sui portoni dei palazzi, che annunciano visite delle autorità negli appartamenti per "controlli nei condomini e nelle abitazioni private" per il coronavirus.

Truffa sui buoni spesa

Nei mesi scorsi alcuni cittadini hanno segnalato avvisi di sedicenti addetti del Comune di Genova incaricati di "portare a domicilio" i buoni spesa dell'emergenza coronavirus: niente di più falso, il personale del Comune non porta i buoni nelle case.

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Il falso "sblocco" dei pacchi in giacenza

Una delle ultime trovate dei malviventi riguarda l'invio di un sms che annuncia l'arrivo di un pacco (circostanza plausibile, in questo periodo in cui lo shopping online è aumentato) che però è stato bloccato ed è in giacenza. Per sbloccarlo, viene richiesta la somma di 2 euro e per poterlo fare (ovviamente) bisogna lasciare i dati della propria carta di credito: meglio chiamare subito il 112.

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