Costume e società

La storia dei fratelli campanari di San Biagio e Livellato

I due fratelli, da un campanile all'altro, avevano messo su un duetto: "Livellou, Livellou, San Biagio, San Biagio, Livellou..." che si dice si riesca a sentire ancora oggi nelle giornate di nebbia, o in quelle di grande afa

La chiesa di San Biagio (Wikimedia@Bbruno)

Chi conosce la Valpolcevera sa probabilmente la storia dei due fratelli campanari che lavoravano rispettivamente a San Biagio e Livellato, una vicenda che si perde tra verità e leggenda.

San Biagio è una località che fa parte del Comune di Genova e che rimane sul versante destro della vallata, formata da case sparse sulla collina, che divide il corso principale del Polcevera dalla valle di un suo subaffluente, il rio San Biagio. Livellato, invece, è una frazione di Ceranesi.

E in questi due luoghi si parla di due fratelli campanari rispettivamente a San Biagio e Livellato, che la domenica mattina si davano un gran da fare sfidandosi in concerti di campane di tutto rispetto. I due suonavano di tutto e di più tra canti religiosi, inni nazionali, vecchie canzonette, e a un certo punto avevano messo su anche un duetto: "Livellou, Livellou, San Biagio, San Biagio, Livellou...". Di questo fatto curioso è rimasta traccia ne "I misteri della Liguria" di Simonetta Valenziano (De Ferrari).

Con il passare degli anni la figura del campanaro è via via scomparsa, sostituita dalle campane elettroniche, ma si dice che ancora oggi, soprattutto nelle giornate di grande afa estiva o nella nebbia invernale, a volte si riesca ancora a sentire il suono ovattato dei due fratelli che si sfidavano al ritmo di "Livellou, Livellou, San Biagio, San Biagio, Livellou...".

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