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Credits: Wikimedia Commons

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La leggenda di Alassio, nata dall'amore tra Adelasia e Aleramo

Secondo un'antica leggenda, il borgo venne chiamato così in onore di due innamorati dalla storia travagliata

Tra tutti i comuni di riviera della Liguria, Alassio è certamente uno dei più famosi, soprattutto nel ponente. Il borgo, in provincia di Savona, è una famosa meta turistica per chi ama il mare e per chi è in cerca di divertimento notturno, ma forte non tutti sanno che c'è una leggenda che spiega l'origine di questa località.

La leggenda parte da lontano, e racconta di un nobile, Aleprando, che viveva in Sassonia (Germania): lui e sua moglie si amavano profondamente, e cercavano da tempo di avere un bambino, senza riuscirci. Fecero dunque un voto a Dio: se avesse dato loro un figlio, sarebbero andati in pellegrinaggio fino a Roma. La gravidanza tanto sospirata arrivò, per la gioia di tutti, e i due sposi si misero in cammino per Roma. Durante il viaggio lei partorì un bel maschietto a Sezzadio, nei territori della contea di Acqui. Il bambino, in onore della terra in cui era nato, venne chiamati Aleramo, perché "aler" in piemontese antico voleva dire "contento". Dopo un po' di tempo, i tre si rimisero in viaggio per Roma. Arrivati nella Capitale, però, morirono improvvisamente, forse di malattia, forse uccisi da qualche brigante, e Aleramo rimase solo. Per fortuna venne cresciuto dai signori di Sezzadio, che si ricordavano di aver prestato riparo ai genitori al momento del parto, e accolsero volentieri il bambino.

Aleramo crebbe, e venne mandato in guerra - come tutti i giovani - per l'imperatore del Sacro Romano Impero, Ottone. In combattimento il ragazzo si distinse per il valore e il coraggio, e l'imperatore imparò a volergli bene. Ma soprattutto, a volergli bene da subito fu Adelasia, la figlia di Ottone, e i due giovani si innamorarono. Era però un amore proibito: l'imperatore non avrebbe certo dato il suo benestare a un matrimonio tra la principessa reale e un soldato! Un giorno, presi dal forte sentimento ma anche dallo sconforto, i due decisero di fuggire insieme. Ottone, quando scoprì la fuga, si arrabbiò molto e sguinzagliò i suoi migliori uomini per tutto l'impero: dovevano ritrovare sua figlia e il giovane soldato che l'aveva rapita.

I due giovani intanto raggiunsero la Liguria e si stabilirono in un villaggio sul mare: impararono a condurre una vita umile e modesta, ma erano felici, ed ebbero tanti figli. Il primogenito venne chiamato Ottone, come il nonno, a cui Adelasia voleva comunque molto bene. Quando crebbe, il giovane Ottone fu coinvolto a sua volta in un'altra guerra, sempre per conto dell'imperatore. Il padre decise di seguirlo travestendosi da servitore per proteggerlo, compì grandi imprese anche lui, e l'imperatore volle conoscerlo. Aleramo prima cercò di prendere tempo, poi però fu costretto a farsi riconoscere: Ottone prima si arrabbiò, ma poi la commozione prevalse su tutto, e decise di perdonare la figlia e il genero per essere scappati. Dove si stabilì la famiglia di Aleramo, finalmente in pace? Sempre in Liguria, nel luogo in cui si era stanziata la prima volta, che, in onore della principessa Adelasia, venne chiamata Alaxia, diventando poi Alassio.

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