Costume e società

Il poeta Guido Gozzano e quelle mangiate alla "Marinetta" di Genova

Nel 1905 soggiornò a Pegli, e due anni più tardi alla "Marinetta", alternando questo soggiorno a un altro vicino a Sturla

Guido Gozzano alla "Marinetta" (foto dal libro "Vecchia Genova" di Giulio Ottonelli)

Tutti abbiamo studiato la figura di Guido Gozzano, poeta e scrittore torinese vissuto tra il 1883 e il 1916. Il suo nome è spesso associato alla corrente letteraria post-decadente del crepuscolarismo. Nato da una famiglia benestante di Agliè, inizialmente si dedicò alla poesia nell'emulazione di Gabriele D'Annunzio e del suo mito del dandy. Successivamente, la scoperta delle liriche di Giovanni Pascoli lo avvicinò alla cerchia di poeti intimisti che, poi, sarebbero stati denominati "crepuscolari".

Quello che forse non tutti sanno è che Gozzano amava venire a Genova, alla "Marinetta", famoso hotel e ristorante in fondo all'attuale via Quarnaro, costruito in una piccola insenatura.

Come racconta Giulio Ottonelli in "Vecchia Genova", la prima volta Gozzano arrivò a Genova durante l'infanzia, precisamente a Cornigliano. Poi tornò nella Superba da ragazzo, soprattutto d'inverno, cercando nell'aria di mare una tregua al male che gli minava i polmoni (lesione polmonare all'apice destro). Nel 1905 soggiornò a Pegli, e due anni più tardi alla "Marinetta", alternando questo soggiorno a un altro vicino a Sturla.

Anche se a Gozzano, in un primo momento, l'hotel non era piaciuto, e lo aveva descritto in una lettera come «bicocca d'estate, è più bicocca d'inverno, il vento marino che lo investe da tutte le parti, le finestre che non chiudono, le finestre eschimesi imbottite di stoppa...», poi finì per affezionarcisi. Qui conobbe Costanzo Carbone, Varaldo, Pierangelo Baratono, Giuseppe De Paoli, Ceccardo Roccatagliata Ceccardi e altri. E sempre qui ascoltavano le suonate di Pietro Mascagni, e la voce di Gino Coppedè. In quell'ambiente nacquero famose poesie di Gozzano come "Convalescente", "Via del Rifugio", "Nell'abbazia di San Giuliano". E qui alla "Marinetta", soprannominata "Osteria dei poeti" grazie ai suoi ospiti, si svolsero celebri "mangiate" tra intellettuali, a base di lasagne, cavoli neri e polenta, il tutto curato dal padrone di casa, Checco Grondona.

L'ultima volta di Gozzano a Genova fu nel 1916, quando tanti suoi amici erano lontani per la guerra. Sottoposto all'esame militare lui era stato dichiarato inabile, e trascorse a Genova gli ultimi mesi della sua vita. Si espose al sole di Sturla, fece qualche bagno in mare, e poi il 20 luglio salì sull'ultimo treno per Torino. Morì il 9 agosto.

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