rotate-mobile
Lunedì, 22 Aprile 2024
Costume e società

Giorni della Merla, quando sono e perché si chiamano così

Una leggenda vuole che il nome derivi dal volatile, punito dal mese di gennaio per essersi preso gioco di lui. Un’altra parla di una signora de Merli che, per attraversare un fiume e raggiungere il marito, dovette aspettare i giorni più freddi dell’anno, nella speranza che si ghiacciasse

Esistono dei giorni considerati più freddi dell’anno. O almeno, così dice la tradizione. Vengono chiamati i “giorni della Merla” e solitamente coincidono con gli ultimi tre giorni di gennaio, quindi nel caso di quest'anno, con domenica 29, lunedì 30 e martedì 31 gennaio 2023. Ma perché si chiamano così?

Ci sono diverse leggende al riguardo, molte delle quali legate al pennuto dal becco giallo, a cui si attribuisce la responsabilità di questo periodo particolarmente freddo. Secondo una versione diffusa, la merla non avrebbe sempre avuto le piume scure come quelle che conosciamo oggi: in passato aveva le piume bianche e durante una fredda giornata invernale, in cerca di cibo, dovette rifugiarsi in un comignolo, riemergendo dopo tre giorni coperta di fuliggine e quindi con le piume grigie. 

Un'altra leggenda vuole che il pennuto abbia osato sbeffeggiare gennaio e per questo sia stata punita. La credenza popolare si ispira al calendario romano, nel quale gennaio aveva solo 29 giorni. La merla, dopo avere atteso tutto il mese, decise di uscire proprio l'ultimo giorno di gennaio per fare rifornimento di cibo. Dopo essersi presa gioco di gennaio, si mise a cantare, scatenando l'ira del mese che chiese a febbraio giorni in prestito per punire il pennuto che aveva osato sfidarlo.  Gennaio scatenò così una bufera di neve e gelo, che costrinse la merla a trovare rifugio in un comignolo, dal quale emerse dopo tre giorni completamente nera. Da quel momento in poi gennaio ha sempre 31 giorni, mentre febbraio ne ha 28 o 29, nell'anno bisestile.

Ci sono diverse ipotesi che allontanano l’origine del nome dal pennuto. Le due principali sono spiegate da Sebastiano Pauli nel 1740, nel suo "Modi di dire toscani ricercati nella loro origine": 

«Dovendosi far passare oltre Po un Cannone di prima portata, nomato la Merla, s'aspettò l'occasione di questi giorni: ne' quali, essendo il Fiume tutto gelato, poté quella macchina esser tratta sopra di quello, che sostenendola diè il comodo di farla giugnere all'altra riva. Altri altrimenti contano: esservi stato, cioè un tempo fa, una Nobile Signora di Caravaggio, nominata de Merli, la quale dovendo traghettare il Po per andare a Marito, non lo poté fare se non in questi giorni, ne' quali passò sovra il fiume gelato».

Dunque pare che il volatile (la femmina del merlo) non c'entri in realtà proprio nulla: si tratterebbe piuttosto di un oggetto o di una persona di nome Merla/Merli che, dovendo attraversare un fiume, costretti ad aspettare i giorni più freddi dell'anno per poter transitare sulla superficie ghiacciata.

Sempre secondo la tradizione, i giorni della merla sono una cartina tornasole per prevedere il clima del resto dell'anno: si dice ad esempio che, se queste giornate saranno effettivamente molto fredde, la primavera al contrario sarà mite.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Giorni della Merla, quando sono e perché si chiamano così

GenovaToday è in caricamento