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Canzone "Genova per noi" di Paolo Conte: storia, significato e curiosità

La canzone fu pubblicata per la prima nel 1975 ma non da Paolo Conte, bensì da Bruno Lauzi, per cui Conte aveva scritto il testo

L'attacco al pianoforte è inconfondibile, e anche la prima strofa: «Con quella faccia un po' così, quell'espressione un po' così, che abbiamo noi prima di andare a Genova».

Stiamo parlando di "Genova per noi", uno dei successi di Paolo Conte che sicuramente nella Superba tutti, o quasi, conoscono. Conte l'aveva cantata al teatro Carlo Felice nel novembre 2019, in occasione del suo ultimo concerto in città, proprio nell'anniversario dell'alluvione del 2011, commuovendo tutti e scatenando gli applausi del pubblico.

Ma perché è stata scritta questa canzone, e quando? E cosa significa?

Con il suo tipico stile un po' malinconico e un po' disincantato, il cantautore astigiano descrive lo sguardo del piemontese che viene dalla campagna, il visitatore occasionale che sogna il sole e una vacanza al mare («Genova per noi che stiamo in fondo alla campagna, e abbiamo il sole in piazza rare volte, e il resto è pioggia che ci bagna»). Insomma, Conte descrive bene quel senso di meraviglia del provinciale che visita una città ricca di complessità («Macaia, scimmia di luce e di follia, foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia», ma anche «la paura che ci fa quel mare scuro e che si muove anche di notte, non sta fermo mai»).

E però in fondo i genovesi, con il loro carattere sempre un po' burbero, sono simili alla gente di campagna («eppur parenti siamo un po' di quella gente che c'è lì, che come noi è forse un po' selvatica»).

Insomma, dopo la visione della Superba, chi viene dalla campagna capisce forse che non è avvezzo al caos, alle bellezze e alle contraddizioni di una città, e allora chiude dicendo «lasciaci tornare ai nostri temporali, Genova, ai giorni tutti uguali in un'immobile campagna con la pioggia che ci bagna, e i gamberoni rossi sono un sogno e il sole è un lampo giallo al parabrise»).

La canzone fu pubblicata per la prima volta da Bruno Lauzi nel 1975: Conte infatti all'epoca aveva scritto diverse canzoni ma per altri interpreti (ricordiamo, una su tutte, la celebre "Azzurro" cantata da Adriano Celentano). Poco dopo, comunque, si fece convincere a incidere in proprio, dunque anche lui poi pubblicò una versione di "Genova per noi" nel suo secondo album "Paolo Conte".

La canzone è stata ripresa da altri artisti come Antonella Ruggiero, Enzo Jannacci e Chico Buarque.

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