Costume e società

Buon compleanno Fabrizio De André: 80 anni fa nasceva Faber

Era il 18 febbraio 1940 e a Pegli nasceva un bambino che avrebbe cambiato per sempre la storia della musica italiana: cinque frasi, e cinque brani, per celebrarlo

Era il 18 febbraio 1940, e a Pegli nasceva un bambino che avrebbe cambiato per sempre la storia della musica italiana (e non solo): il piccolo Fabrizio De André, che nel corso della sua lunga carriera inciderà 13 album in studio diventando, insieme con Bruno Lauzi, Gino Paoli, Luigi Tenco e Umberto Bindi uno dei massimi esponenti della cosiddetta “Scuola Genovese”.

“Creuza de Ma”, “Bocca di Rosa”, “Via del Campo”, e ancora “Don Raffae’”, “La guerra di Piero”, “Ballata dell’amore cieco”, “Il bombarolo”: sono solo alcuni tra i brani, moltissimi, che hanno reso celebre Faber, poesie in musica che hanno conquistato intere generazioni e che continuano a restare prepotentemente attuali anche oggi, a distanza di 80 anni dalla nascita di quel bambino in via Nicolas 12, a Pegli, dove è affissa una targa commemorativa che celebra quello che è un orgoglio tutto genovese.

A 21 anni dalla sua morte, a Genova il ricordo di De André resta vivo e potente, così come il dolore per la sua scomparsa. E allora, per festeggiare gli 80 anni che oggi Faber avrebbe compiuto, ecco 5 tra le sue frasi più belle accompagnate dai suoi brani.

5. La solitudine può portare a forme straordinarie di libertà.

4. Essere se stessi è una virtù esclusiva dei bambini, dei matti e dei solitari.

3. Se i cosiddetti “migliori” di noi avessero il coraggio di sottovalutarsi almeno un po’ vivremmo in un mondo infinitamente migliore.

2. Ci hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane; ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame.

1. C’è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo.

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